Piacenza spera nel traino globale di Expo 2015, ma sul concetto di ‘Dream Team’ non è poi così vicina al resto del mondo. Agli appassionati di pallacanestro di tutto il pianeta, ‘Dream Team’ riporta alla mente Larry Bird, Michael Jordan e Magic Johnson, i giganti della squadra Usa di basket per la quale l’espressione fu coniata: era formata dai fuoriclasse Nba che dominarono le Olimpiadi di Barcellona 1992, spazzando via ogni avversaria e restituendo agli States – inventori del basket – l’orgoglio di essere i numeri 1 dopo alcune sconfitte subite dagli atleti universitari. Le stelle più brillanti di quella squadra sono nell’elite dello sport di tutti i tempi, tanto che per estensione l’espressione ‘Dream Team’ è stata usata per indicare una squadra che, almeno sulla carta, schieri una rosa di big scelti solo tra i migliori.
Anche se Piacenza non veniva da decenni di vittorie planetarie da rinverdire, anche da noi nel 2009 fu coniato un ‘Dream Team’: lo lanciò nel 2009 l’allora assessore allo Sviluppo economico (e poi vicesindaco) Annamaria Fellegara mettendo insieme dodici personalità di assoluta fama (undici uomini e una donna) con il dichiarato obiettivo di far decollare Piacenza grazie a prestigio e posizione privilegiata dei ‘saggi’, tutti ai vertici dei rispettivi settori.
Il roster, alla prima riunione del 2009, comprendeva Ettore Gotti Tedeschi (allora presidente per l’Italia del Santander Consumer Bank spa, poi ai vertici dello Ior fino alla recente tempesta), Giuseppe Orsi (all’epoca amministratore delegato di Agusta Westland, dal 2011 ai vertici di Finmeccanica e recentemente indagato nell’ambito di indagini su una vendita di elicotteri da parte della stessa Agusta Westland) e altri manager e professionisti di livello internazionale come Alessandro Bernini, Giampio Bracchi, Beniamino Anselmi, Claudio Palladi, Carlo Prevedini, Carlo Marini, Paolo Braghieri, Franco Anelli, Pietro Galizzi e Marialisa Motta. Ad altri incontri (la scadenza prevista era semestrale) parteciparono anche i vertici di Fondazione e associazioni di categoria, e da quel tavolo sono derivati – come fece notare temporibus illis la stessa Fellegara – frutti come il finanziamento del Festival del Diritto, un contributo importante al Tecnopolo e la sede del centro di formazione di Cariparma.
Tra le idee sulle quali da più di un anno mancano aggiornamenti c’era anche quella di inserire Piacenza nella rete dei quattro ‘vertiporti’ (destinati cioè ad aeromobili in grado di atterrare e decollare verticalmente) da realizzare in vista dell’Expo 2015 di Milano, destinati ad essere luoghi di passaggio per voli civili in elicottero per raggiungere i poli fieristici o servire altre funzioni, anche a supporto di esigenze di pronto soccorso o di protezione civile.
“Con una squadra così – lasciò intendere la Fellegara alla stampa – Piacenza ha il rilancio in tasca”: su cosa ne sia stato e cosa ne sarà del ‘Dream Team’ piacentino, però, a molti è rimasto un grosso punto interrogativo.




