Evviva la bici, ma lo scatto
serve sulla sicurezza

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DSCN6619Scontro sulla rivoluzione nel codice della strada che presto (prima della caduta del governo Letta, si parlava della prossima estate) consentirà alle biciclette di viaggiare in direzione opposta a quella di marcia. Attenzione, però: varrà solo ed esclusivamente in strade dalla carreggiata larga almeno 4 metri (non considerando lo spazio delle auto parcheggiate su un lato), con parcheggio sul lato sinistro e vietate ai mezzi pesanti. Non dappertutto, quindi, come invece – con enormi rischi – certi titoloni e servizi tv potrebbero erroneamente far pensare.

Contromano o controsenso?

Anche parlare di ‘contromano’ è fuorviante: “Bisogna ricordare – precisa Mirco Grassi dell’Autoscuola Belvedere di Piacenza – che andare ‘controsenso’, ossia pedalare sulla propria destra in direzione inversa a quella di marcia in una strada a senso unico, è cosa diversa dal pedalare ‘contromano’, che significa pedalare sulla propria sinistra in direzione opposta a quella di marcia e che rimarrà comunque vietato”.
La modifica al codice della strada – richiesta, sul modello di altri Stati europei, da diversi assessori di grandi città e da associazioni di amanti delle due ruote, ma già più volte bocciata dall’Aci – ha avuto proprio a Piacenza un precedente clamoroso: l’ordinanza del 2006 con cui l’allora sindaco Roberto Reggi consentì ai velocipedi la circolazione in direzione opposta a quella consentita nelle vie a senso unico del centro storico (vedi foto a lato) e in ‘zona 30’.
Il Ministero dei Trasporti espresse un primo parere negativo al riguardo, ma in seguito (nonostante il consigliere di opposizione Filiberto Putzu avesse attaccato il provvedimento sostenendo che tra 2006 e 2009 si fossero verificati ben 42 incidenti con ciclisti coinvolti, nelle zone interessate) diverse esperienze italiane sono andate in una direzione analoga a quella piacentina.
Anche se solo qualche mese fa proprio l’attuale sindaco, Paolo Dosi, stava valutando se cancellare l’ordinanza del predecessore (dopo che un altro parere del ministero, pur non sfavorevole in senso assoluto al ‘controsenso’, imponeva condizioni che nelle zone ad oggi interessate dall’ordinanza non sono quasi mai soddisfatte), la nuova giravolta normativa potrebbe appianare ancora tutto e mettere al riparo i Comuni da rischi di contenziosi legali in caso di sinistro.

Regole, ma per tutti

“Per la mia esperienza professionale, ma anche da amante delle due ruote – sintetizza Mirco Grassi – sono convinto che occorra far di tutto perché si usi di più la bicicletta, con piste ciclabili vere, in sicurezza (come quella che verrà realizzata nella “nuova” via Dante) e non invase da auto e moto in sosta”.
“Detto questo, bisogna che anche i ciclisti – prosegue Grassi – rispettino tutte le norme, per evitare di mettere in pericolo se stessi e gli altri: basta pensare alla differenza  – ci sono esempi lungo corso Europa – tra l’attraversamento pedonale e l’attraversamento ciclabile, spesso (vedi foto sopra) ignorata.
Quanto al controsenso, se sarà “sdoganato”, sarà bene – conclude Grassi – modificare nel codice della strada anche la norma che impone all’automobilista che percorre un senso unico di spostarsi sulla sinistra in caso di svolta a sinistra, perché altrimenti il rischio di scontro con una bicicletta che entri in controsenso diventerebbe inevitabilmente molto elevato”.

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