Emergenza smog, Legambiente propone azioni concrete per Piacenza

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Le chiamano polveri sottili, un nemico invisibile che incombe su di noi, e attorno a noi, nell’aria che respiriamo. Una miscela di particelle solide e liquide con un diametro piccolissimo, inferiore a 10 micron, individuabili solo al microscopio elettronico. Sono in gran parte prodotte da auto, impianti di riscaldamento e industriali. E la ricerca scientifica mostra ormai con chiarezza i danni che provocano al nostro organismo. Ha quasi vent’anni lo studio, il Misa-2, sugli effetti dell’inquinamento atmosferico, nel periodo 1996-2002, in 15 città italiane, che ha concluso che le polveri sottili miste ad altri inquinanti atmosferici fanno non solo ammalare, ma anche morire. Le stime attribuiscono alle sostanze prese in esame un numero considerevole di decessi per cause cardiovascolari e respiratorie: in un anno si aggirano sui 2 mila.

Auto immerse nello smog


“In Pianura Padana – informa il dottor Giuseppe Miserotti, presidente regionale dei medici Isde (associazione italiana medici per l’ambiente) – l’aspettativa di vita è di un anno e mezzo inferiore rispetto al resto d’Italia. Gli effetti dello smog – spiega Miserotti – sono anche di tipo metabolico: le ultime analisi hanno rilevato la correlazione tra respirazione di polveri sottili e aumento di diabete e insulino-dipendenza. Mentre già noti sono gli effetti acuti di tipo cardiocircolatorio come l’aumento dei numeri di infarto, di ischemie cardiache e ictus, oltre alla bronchite cronica ostruttiva e ad alcune forme di tumore, non solo al polmone”.
La cappa di veleni che sta asfissiando la città (e tutta la Pianura Padana) ormai dall’inizio dell’anno ha fatto scattare le misure straordinarie anti inquinamento – dopo numerosi giorni di sforamento in più di una centralina di rilevamento –, purtroppo con risultati vani se non fosse intervenuta la pioggia a ripulire un po’ l’aria.

Dal primo gennaio Piacenza ha già totalizzato 15 superamenti dei 35 consentiti dalla legge. E non basta: secondo il rapporto di Legambiente
“Mal’aria 2020” siamo al quarto posto in Italia (prima è Torino) per superamento di entrambi gli inquinanti polveri sottili e ozono.
di entrambi gli inquinanti. In pratica, nel corso del 2019, ci sono stati ben 128 sforamenti dei giorni di superamento consentiti dalla legge (35 per le Pm10, 25 per l’ozono). Un drammatico primato.


“Viviamo una situazione di grave inquinamento da inizio gennaio – afferma con forza Legambiente Emilia-Romagna – e per risolverla servono interventi ben più incisivi rispetto alle misure emergenziali previste nel PAIR2020, misure che al momento non sembrano essere in grado di dare risposte al problema sanitario delle nostre città. Servono atti concreti da sviluppare in tempi strettissimi per incidere sulle principali fonti emissive nelle nostre città: il traffico veicolare e i riscaldamenti. Se il fondamentale lavoro sulla riqualificazione energetica degli edifici comporta tempi più lunghi – continua l’associazione – le misure per ridurre le emissioni da traffico sono invece di rapida implementazione e a costi quasi nulli”. “Proponiamo da subito – questa è la proposta di Legambiente – due misure immediatamente attuabili: la prima consiste nella trasformazione delle domeniche ecologiche in lunedì ecologici: chiediamo di bloccare il traffico in una giornata lavorativa invece che durante il fine settimana, favorendo comunque gli spostamenti dei cittadini rendendo gratuita, in questa giornata, la fruizione di tutti i mezzi pubblici della regione. Un’azione che favorirebbe anche un cambio di abitudini negli stili di mobilità privata, facendo conoscere a tutti i servizi pubblici delle nostre città, spesso sconosciuti, implementando l’utilizzo del trasporto pubblico come soluzione più economica, comoda e sostenibile. La seconda azione immediatamente attuabile consiste nella riduzione della velocità in autostrada in caso di ‘emergenza smog’, prendendo spunto dal progetto europeo BrennerLEC che ha dimostrato come, in autostrada, la riduzione a 100 km/h della velocità massima porti a una riduzione fino al 30% degli ossidi di azoto emessi dai veicoli in transito. Su questo i sindaci dei capoluoghi dovrebbero essere in prima linea nel perorare la richiesta di fronte al ministro per le Infrastrutture Paola De Micheli”.
Per gli ambientalisti piacentini, inoltre, “l’emergenza sanitaria e ambientale continua ad essere sottovalutata da questa Amministrazione, per altro in totale continuità con le precedenti”. Legambiente Piacenza chiede azioni concrete da subito, atti di coraggio.
Tra le richieste: il rilancio del sistema di trasporto pubblico; l’incremento delle Ztl in città contestualmente alla realizzazione di parcheggi scambiatori dotati di navette frequenti e non inquinanti; parcheggi che rappresentino un’alternativa preferibile all’uso dell’auto; misure più drastiche di limitazioni del traffico urbano e delle attività produttive inquinanti (centrale termoelettrica, cementificio, inceneritore, ecc.) con blocco totale dopo quattro giorni di sforamenti; imposizione della riduzione delle velocità sulla bretella autostradale fra Le Mose e S.Antonio mediante rilevazione elettronica; stop all’accesso al polo logistico dei camion al di sotto della classificazione Euro 6 (in circolazione dal 2014); sì all’ampliamento dello scalo merci ferroviario al polo logistico e alla prioritaria condizione di ridurre il trasporto su gomma.
Infine, Legambiente Piacenza insiste sulla necessità di una moratoria sugli accordi operativi proposti all’amministrazione comunale dai privati, accordi che prevedono nuovi centri commerciali, edilizia residenziale e logistica; la tutela degli spazi verdi esistenti in città messi in pericolo (gli ex orti di via Campesio e il campo di via Morigi); infine, l’attivazione da parte dell’Ausl di un osservatorio epidemiologico sui rischi da esposizione agli inquinanti atmosferici e ambientali.

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