Emergenza freddo, i macedoni di San Bartolomeo aprono le porte ai senza tetto

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Ace Pojrazov

Due spogliatoi con 8 brandine. La panchina come comodino, l’attaccapanni per sistemare le proprie
cose e un tavolo con delle sedie. Il centro sportivo della parrocchia macedone di San Bartolomeo
(ex San Sepolcro) è stato riconvertito momentaneamente in un piccolo dormitorio per le persone più
fragili. Un servizio straordinario – attivo dal 31 gennaio – che rientra nella rete di assistenza per
freddo e povertà studiato dalla Prefettura insieme ai servizi sociali del Comune. Questi ultimi hanno
affidato la gestione del rifugio all’associazione La Ricerca. La struttura è temporanea, pensata per
affrontare l’inverno e chiuderà il 30 aprile. Nel 2022 il Comune, nei progetti a sostegno dei cittadini
senza casa, ha aiutato complessivamente 279 persone.
Dentro al dormitorio, si dorme al caldo e ci sono le docce. Gli operatori offrono anche cena e
colazione agli utenti. “Nel giro di pochi giorni tutti i posti sono stati occupati e abbiamo richieste
ulteriori. C’è uno spazio eventuale per allargare il servizio”, dice Mauro Madama, referente de La
Ricerca. La maggior parte degli utenti ha più di 50 anni ed è di origine straniera.
“Non siamo indifferenti davanti all’indigenza. Anche noi siamo figli di immigrati e sappiamo cosa
significa soffrire. Perciò la comunità macedone ha aperto le sue porte a questi uomini per ridare loro
dignità e coraggio”, afferma Ace Pojrazov della parrocchia macedone.
San Bartolomeo, piccolo gioiello rococò nel centro storico, è di proprietà della Chiesa Macedone.
Ad occuparsi della vita religiosa è Padre Kliment Misanj mentre Ace Pojrazov e il referente per le
questioni laiche di una delle comunità più numerose a Piacenza. Con oltre 2mila residenti nel nostro
territorio l’emigrazione macedone in città è un fenomeno storico legato a una catena regionale che
lega la nostra città – sin dagli anni ’90 – a Strumica, un centro abitato di 80mila abitanti posto al
confine con la Bulgaria. Il 90% dei macedoni residenti a Piacenza e Provincia è originario di questa
regione.
Nel tempo, la comunità macedone si è fatta conoscere e apprezzare per le sue iniziative sportive e
per la solenne celebrazione del Bozik, il Natale ortodosso aperto a tutta la cittadinanza. Lo scorso
sette gennaio vennero invitate le istituzioni civili e religiose. In quell’occasione l’assessora ai servizi
sociali Nicoletta Corvi ha consolidato le relazioni con la comunità macedone. In via informale,
quest’ultima aveva già accolto la richiesta di aiuto del Comune. “Non abbiamo esitato a collaborare
mettendo a disposizione i nostri spazi prendendoci carico delle spese, siamo una comunità generosa
e per noi è un orgoglio poter contribuire a progetti di welfare”, aggiunge Pojrazov.
Questo orgoglio nasce dal riconoscimento di essere una comunità impegnata nella vita pubblica,
non ripiegata su se stessa ma aperta, solidale e inclusiva. “Se coinvolti per fini umanitari: noi ci
saremo sempre – dice il referente della comunità macedone Ace Pojrazov-. Con il 20% di cittadini
di origine straniera residenti nel territorio cittadino diventa indispensabile collaborare insieme a
favore della collettività. Faccio anche un appello a tutte le comunità organizzate in grado di
cooperare in questo frangente di emergenza: chi è in grado di permetterselo, aiuti il prossimo”.

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