Effetto Coronavirus su bar e ristoranti: “Situazione insostenibile”

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L’ordinanza comunale di chiusura dei bar – dalle ore 18 alle 6 del mattino successivo, orario in cui si presume la maggiore aggregazione di persone – è il provvedimento che sta suscitando i maggiori malumori tra le persone che vorrebbero tornare al più presto a una vita normale. Ma soprattutto è una decisione che sta mettendo in grave difficoltà i pubblici esercizi, che vedono crollare così gli incassi mentre si avvicinano le scadenze di fine mese, tra bollette e stipendi da pagare.

Considerato poi il calo di clientela generale, molti esercizi potrebbero chiudere anche prima delle 18. “In una mattinata facevo 100 caffé – dice l’esercente del bar all’angolo tra via Sidoli e via Boscarelli al quotidiano Libertà – questa mattina sono a quota 20”. La disposizione che ha fatto chiudere le scuole, infatti, ha quasi azzerato la clientela giornaliera. I clienti abituali – professori, studenti, genitori, personale amministrativo – da venerdì scorso non ci sono più.

Sulla stessa lunghezza d’onda il titolare di un bar in via Beverora che dichiara “di rimanere aperto solo per dare un servizio alle persone che abitano qui intorno e per portare a casa almeno le spese del giorno”. Uguale a quello del collega il conteggio sul caffè: A quest’ora del mattino, di solito, ne abbiamo fatti 300, oggi siamo a quota 40. Mai successo in 11 anni che sono qui”. E aggiunge: “Ho dovuto mandare in ferie un dipendente e dietro al bancone sono rimasto solo. Ogni giorno a pranzo facevo una media di 40-50 coperti, ieri 8, oggi per ora uno solo”.

E non se la passano meglio i ristoratori piacentini che, nonostante siano stati esclusi dall’ordinanza di chiusura alle ore 18.00, stanno registrando crolli di fatturato dell’80 – 90 per cento. Una situazione a dir poco insostenibile.

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