Ci sarà un motivo se a due mesi dalle elezioni amministrative del 25 maggio almeno nella metà dei 34 comuni della nostra provincia chiamati al voto si fatica a trovare qualcuno disposto a candidarsi alla carica di sindaco. Chi ha accettato, o l’ha fatto controvoglia oppure è un masochista. Non che il sindaco del capoluogo Paolo Dosi lo sia – “rifarei la scelta di candidarmi perché è una sfida affascinante” premette – certo è che ogni giorno che passa far quadrare i conti di un Comune diventa un’operazione drammatica. E lo è ancor di più dopo l’introduzione di una comica giungla di acronimi (Tasi, Tari, Iuc, Imu, etc) impossibile da ricordare.
L’amministrazione comunale sta facendo i conti della serva. Metti di qua, sposta di là. Ma la preoccupazione regna sovrana: Imu, un milione di euro in meno dello scorso anno; Tasi (tassa servizi indivisibili), 5 milioni in meno. In tutto sei milioni in meno di mancati trasferimenti. Nei giorni scorsi l’assessore al Bilancio dell’Idv Luigi Gazzola si è sfogato: “Chi se la sente di dirci dove tagliare, si faccia avanti”. Ma in questa difficile opera di stesura del bilancio di previsione, quanto meno condivide i timori con l’intera giunta e con il sindaco. “Sappiamo molto bene che esistono difficoltà nel comporre il bilancio – ammette il primo cittadino -. Già l’anno scorso partivamo con la consapevolezza che avremmo avuto meno di 4,5, figuriamoci adesso. E’ talmente complesso far quadrare i conti che è in corso un’opera certosina con gli uffici per intervenire sulle singole voci di spesa. Con il timore, fra l’altro, di dover andare a incidere su servizi che finora avevamo tutelato in modo rigoroso. Ora siamo ad un punto in cui non riusciamo a conciliare una normativa cambiata in senso negativo – che con Tasi e Tari hanno penalizzato i cittadini – con la volontà di conservare i servizi più sensibili”. Insomma, mal comune mezzo gaudio. “Il confronto in giunta c’è. Siamo veramente in difficoltà. Non abbiamo punti di riferimento che ci possano far sperare di rimediare in questo momento”. Ecco a cosa si deve questo quadro nero: minori trasferimenti, l’introduzione di una normativa dannosa come quella della Tari sui rifiuti, la Tasi che ha confermato di essere una patrimoniale rispetto a Imu e Ici. “Purtroppo penalizza addirittura le rendite catastali basse. Il ritocco dello 0,8 va a creare meno danno, va a riequilibrare una normativa penalizzante”.
“L’obiettivo – avanza il sindaco – resta quello di tutelare i servizi. Per questo bisognerebbe capire che certe valutazioni che stiamo facendo, come le compartecipazioni pubblico-privato, ad esempio sugli asili nido, con la regia in capo all’ente locale, vanno in quella direzione di migliorare i servizi e i conti economici. Finora non abbiamo toccato i servizi principali. Se riusciremo a non farlo, però, purtroppo saremo costretti a rivedere altri servizi, quelli comunque ai quali la cittadinanza tiene molto. E dunque cura del verde, manutenzione”. Proprio in questi giorni Renzi ha promesso di allentare le maglie di un patto di stabilità particolarmente rigido. Ed è uno degli appigli ai quali si attacca il nostro sindaco: “Speriamo da un lato che dalla manovra si liberino i vincoli del patto su alcuni investimenti come l’edilizia scolastica. Dall’altro speriamo di utilizzare nuove forme di finanziamento anche europeo come promesso”.
Oltre alle varie difficoltà bisogna poi affrontare i sindacati che soffiano sul collo, pronto a bacchettare l’amministrazione per ogni scelta. Però qui Dosi tira fuori gli artigli: “La richiesta dei sindacati e delle parti sociali sono tutte legittime però vorremmo anche che ogni richiesta fosse accompagnata da suggerimenti che entrino nel merito. Se chiedono di salvaguardare certi servizi bene, ma dicano anche come farebbero”.




