
Il 2024 è stato l’anno record dei trapianti, con una forte crescita di donazioni e straordinari risultati
non solo per quanto riguarda gli organi solidi ma anche per le cellule staminali. Secondo il Report
annuale del Centro nazionale trapianti, lo scorso anno si è infatti concluso con i numeri più alti mai
registrati fino ad oggi, pari a ben 4.692 trapianti (+ 5,1% rispetto all’anno precedente) e a 2.110
donatori (+2,7% del 2023). “Si tratta di un buon risultato che mette in evidenza il costante
miglioramento del sistema trapianti del nostro Paese”, afferma il presidente dell’Aido provinciale
Piacentina, Gianfranco Antonelli che aggiunge: “Per la prima volta le donazioni superano il tetto
dei 30 donatori per milione di persone, collocandoci ai primi posti tra i Paesi europei”. L’Emilia
Romagna si conferma tra le regioni virtuose d’Italia, insieme a Veneto, Lombardia e Piemonte:
insieme, le quattro regioni del nord Italia coprono da sole il 55% dei trapianti. Unico neo riguarda
l’aumento della percentuale di opposizioni alle donazioni da parte dei cittadini. Secondo il Report
del Centro nazionale trapianti, a preoccupare non sono le opposizioni al prelievo nei reparti di
rianimazione degli ospedali italiani (che sono diminuite rispetto al 2023), bensì le resistenze negli
uffici comunali, al momento del rinnovo della carta di identità. Dal 2019, infatti, tutti i cittadini
maggiorenni che si recano presso l’Ufficio anagrafe per il rilascio del documento di identità possono
manifestare il proprio consenso o diniego alla donazione di organi e tessuti, attraverso il progetto
“Una scelta in Comune” (con le tre opzioni: “sì”, “no”, “non mi esprimo”). Nel 2024 le
dichiarazioni di volontà raccolte nei Comuni di residenza sono state pari a 3,7 milioni: nel 36,3%
dei casi i cittadini hanno scelto di opporsi al prelievo di organi, con una crescita di + 5% rispetto al
- “Questo dato è molto preoccupante, perché negli ultimi anni è in costante crescita”, afferma il
presidente Antonelli, che aggiunge “Fortunatamente la nostra città e l’intero territorio emiliano-
romagnolo registrano risultati migliori rispetto alla media nazionale, con una percentuale di
consenso alla donazione pari al 66,9% in Regione Emilia Romagna e pari al 69,1% a Piacenza”.
Eletto la scorsa primavera, il presidente provinciale di Aido Piacenza svela il suo obiettivo di
mandato: “Il mio impegno in questi quattro anni è di accrescere il consenso alla donazione sul
territorio piacentino, portandolo al traguardo del 75%. Per riuscirci intendiamo investire
ulteriormente nel percorso “Una Scelta in Comune”, sensibilizzando maggiormente la popolazione
sulle finalità del progetto. Migliorare la percentuale di “sì” alla donazione – in occasione del
rinnovo del documento di identità – permette di ridurre i tempi di attesa per i trapianti: “Oggi in
Italia le persone in attesa di trapianto sono oltre 8mila. Con qualche punto percentuale in più –
sottolinea Antonelli – possiamo fare la differenza per chi oggi aspetta un trapianto”. A tale
proposito, il presidente provinciale di Aido Piacenza anticipa la volontà di sensibilizzare i piacentini
attraverso campagne di promozione alla cultura della donazione all’interno dei propri Comuni di
residenza: “Intendiamo promuovere incontri con gli abitanti, portare materiale informativo in
ciascuna sede comunale e coinvolgere soggetti istituzionali nei nostri progetti”. Volontario di Aido
da oltre vent’anni, Antonelli è presidente dell’Aido di Monticelli d’Ongina, una delle cinque sezioni
comunali rimaste attive sul territorio piacentino (insieme a Cadeo, Sarmato, Bettola, Lugagnano):
“Ci impegneremo a coinvolgere le singole comunità locali nelle attività associative, al fine di poter
ripristinare i 19 Gruppi comunali attivi fino ad una decina di anni fa”. A tale proposito, il presidente
Antonelli ricorda l’importanza di intervenire sensibilizzando le nuove generazioni. “Insieme alle
associazioni del Dono (Avis e Admo) siamo presenti in tutte le scuole di ogni ordine e grado per
spiegare ai ragazzi l’importanza della donazione. Stiamo inoltre portando avanti con l’Università
Cattolica di Piacenza una serie di incontri con gli studenti per conoscere il loro punto di vista e per
ricevere input su come migliorarci anche in tema di sensibilizzazione”.




