
di Elena Caminati – Secondo l’ultimo rapporto di Legambiente 7 milioni di italiani sono a rischio frane e alluvioni, nel senso che vivono in zone considerate pericolose, dove negli ultimi dieci anni si è continuato a costruire. Un comune su tre ha quartieri a rischio idrogeologico.
Abbiamo chiesto al professor Domenico Ferrari, già delegato del Fai di Piacenza da sempre in prima linea su questioni legate all’ambiente e al paesaggio, una valutazione. “Non credo che ci si renda conto di quello che c’è in palio – risponde il prof. Ferrari – ovvero la nostra sopravvivenza, come Italia, come Piacenza, come sistema in cui si possa vivere una vita sana da tramandare, se possibile, ai nostri nipoti. Ad esempio la situazione idrogeologica è terribile, ci sono alluvioni perchè il terreno è franoso di suo, non possiamo farci nulla se non gestirlo al meglio tenendo conto delle sue caratteristiche, senza costruire dappertutto”.
E la mente corre inevitabilmente al 14 settembre scorso quando il nostro territorio ha subito la furia inarrestabile del Nure che ha spazzato via case e strade.
“Il territorio va trattato con estrema cura – prosegue – perchè è ricchezza e patrimonio, non possiamo fare come negli ultimi 50 anni, così facendo andiamo verso il disastro, anzi in parte ci siamo già. Se ci si guarda attorno capita di vedere degli obbrobri; la bellezza non è un lusso, ma è necessaria alla salute mentale e fisica, non possiamo farne a meno.
Abbiamo una vocazione importantissima come territorio nel quale costruiamo di tutto. Le acciaierie, ad esempio, ma lasciamole ad altri, noi dobbiamo vendere bellezza, invece no”.
Obbrobri, come li definisce il prof. Ferrari, che ha partecipato al convegno “40 anni di ecologia a Piacenza”, di cui neppure il nostro territorio sarebbe immune.
“Un esempio? – sorride – il bitumificio sul Trebbia, uno dei fiumi più belli. Un gioiello che non si può permettere di ospitare un bitumificio.
Un altro esempio è il distributore di Lisignano: distrugge un paesaggio che è rimasto tale e quale nei secoli. Perchè costruirlo proprio lì? La valle è lunga, ci sono altri spazi. Perchè bisogna andare a distruggere l’unico posto bello che ancora rimane?”
IL servizio completo su www.zerocinque23.com




