COMUNALI – Divisi alla partenza. In corsa 6 candidati sindaco per le Comunali di Piacenza del 12 e 13 giugno

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Tra i timori del non voto e le divisioni politiche che si sono consumate tra i partiti si prepara una campagna elettorale difficile.

Elezioni Comunali: persone, idee e forze in campo, per ora il confronto si limita alle parole chiave. Ad uno sguardo molto veloce delle battute d’avvio appare evidente che si fa molto leva sui sentimenti. I contenuti si snoccioleranno durante il mese di campagna elettorale che ci porterà fino a giugno, all’apertura delle urne per l’elezione del sindaco/a di Piacenza.

Del linguaggio dei sentimenti si fanno interpreti gli stessi candidati. Vogliono mettere in evidenza uno speciale attaccamento alla città e quindi alla scelta di azioni che cingeranno in un abbraccio salvifico i cittadini. E’ forte anche l’evocazione dell’appartenenza, dell’identità che, se rilancia il tema delle radici, non trascura una forte solleticazione ad immaginare una nuova città. La città futura. Ma, ci si chiede, ci sarà sufficiente capacità residua da parte dei cittadini per sperarlo ancora?

Il timore del non voto aleggia su tutti

Se ci si sofferma sulla forma dei primi passi di campagna è già evidente l’approccio emozionale. Si va dai messaggi della sindaca uscente e candidata col centrodestra Patrizia Barbieri che ha iniziato la campagna con un video in cui segnalava agli elettori la sua collocazione prettamente civica: “Il mio partito è Piacenza” ha esordito anche se poi, naturalmente, sono venuti anche gli appoggi delle sigle politiche da Lega a Fratelli d’Italia, a Forza Italia con Udc e Toti.

Emozionale anche il primo approccio di Katia Tarasconi che sceglie un messaggio diretto con il quale (così dichiara lo slogan) vuole andare “Dritta al cuore” e parla di sé come “Nuovo sindaco-sindaca nuova”.

Stefano Cugini con Alternativa per Piacenza punta invece sul concetto di “Forza giusta” cercando di “catturare” i cittadini che si sono allontanati dalla politica e dalla partecipazione al voto. Anche l’avvocato Corrado Sforza Fogliani, ultima candidatura a sindaco in ordine di tempo espressa dal Terzo Polo, nelle prime dichiarazioni chiarisce le ragioni che lo hanno spinto ad accettare la candidatura mettendo l’accento sulla necessità di “Ridare un’anima alla città”.

Parole e significati precisi quelli scelti dai candidati. Da un lato la speranza di segnare una differenza rispetto al candidato direttamente contrapposto, ma c’è anche un’altra interpretazione che aiuta a spiegare questo linguaggio inusuale per la politica. Si chiama “non voto”.

La tendenza a disertare le urne è evidentemente una preoccupazione che attraversa tutti gli attori sulla scena. Il non voto è diventata una peculiarità di questa fase della nostra democrazia. Il divario tra vita reale (punteggiata da problemi quotidiani più o meno gravosi) e politica (caratterizzata sempre più da un linguaggio che parla a se stessa, a tratti impenetrabile) ha determinato una frattura molto profonda. Si vedrà se sarà sanabile o se si accentuerà. Del resto, come si diceva, il linguaggio emozionale che i candidati hanno scelto  forse vuole puntare a bucare lo scafandro che la politica sembra aver indossato in questi ultimi 30 anni. Come voler dire ai cittadini: “Attenzione: anche noi siamo umani, restiamo umani e per questo vi parliamo da umani”. Chissà se il messaggio andrà a segno e sposterà i cittadini verso il voto.

Su questo tempo poi c’è anche l’incognita della guerra che si insinua ad allargare il senso di incertezza e di insicurezza di noi tutti che già ci porta a pensare a una vita, la nostra, che ci sfugge a beneficio di disegni che si sviluppano fuori dal nostro comune sentire. E come inciderà tutto ciò sulla voglia e il desiderio di esercitare il proprio diritto democratico al voto?

Un primo assaggio sui contenuti

Con l’avvio della presentazione di liste e programmi si inizierà a comprendere i contenuti su cui si muoveranno i candidati sindaci e i loro sostenitori nelle liste di sostegno, politiche o civiche. Siamo solo alla fase di riscaldamento: lo scontro (o l’incontro), quello vero, arriverà su tanti altri contenuti sensibili; via via si dipaneranno con la pubblicazione dei programmi. Alcuni sono già pubblici e altri lo saranno. In attesa dei fascicoli completi alcune tracce si vanno delineando dai post che i candidati ufficializzano sulle loro pagine social. Sono mesi che le truppe elettorali sono mobilitate.

Intanto fanno già breccia nel dibattito alcuni temi che sentiremo ricorrere spesso nelle performance singole o nei confronti a sei che si svilupperanno nel corso della campagna. I due di cui già si parla sono l’area del nuovo ospedale (individuata all’esterno della tangenziale) osteggiata dalle opposizioni in consiglio comunale e su cui ora la candidata del centro sinistra Katia Tarasconi annuncia l’intenzione di riprendere la pratica per cambiarne indirizzo. Dall’altro campo la sindaca uscente Patrizia Barbieri difende la scelta sostenendo che riaprire il tema sarebbe “operazione suicida”.

Resta sullo sfondo della questione il tema del consumo di suolo “limitato” dalla legge regionale licenziata tre anni fa che però non si applica alle opere strategiche, com’è di fatto un ospedale. Tra i motivi di opposizione su questo punto il fatto che l’area indicata era classificata agricola, a differenza di un’altra adiacente che era già passata urbanizzabile.

Un altro tema che scalderà la campagna elettorale è il parcheggio interrato in piazza Cittadella, su cui le posizioni e i “veti” emergono trasversalmente. L’argomento avrebbe già dovuto essere superato essendo la scelta già adottata definitivamente dalla giunta Dosi. A quella decisione non è mai stato dato seguito e, durante il tempo trascorso, sull’argomento non sono mancate di evidenziarsi posizioni contrapposte che riemergono oggi. L’aggregazione del fronte del no (almeno stando alle prime battute) mette in campo anche il candidato di Alternativa per Piacenza Stefano Cugini quindi su posizioni diverse da quelle espresse dal centrosinistra guidato da Katia Tarasconi. Attendista la posizione del centrodestra che comunque con Barbieri sindaco non ha dato il via ai lavori né ritirato il provvedimento della giunta precedente.

E 2 aree politiche si fanno in 4

Intanto si preparano alla partenza i 6 candidati in campo. Sono sei, ma quattro di loro, seppure in modo diverso, sono riconducibili a due aree politiche. Rappresentano infatti sfumature diverse delle aree tradizionali di centrodestra e centrosinistra. Due invece sono le candidature classificabili come “tematiche” espressione di un civismo attivo nella stagione (peraltro non ancora conclusa) della pandemia da Covid 19: Massimo Botti candidato per la lista “Piacenza rinasce” e Samanta Ferrari candidata per la lista “Movimento 3 Vaccini”.

Il fronte del centrosinistra si era già presentato diviso alle amministrative del 2017 mentre il centrodestra che si presentò unito soffre ora una spaccatura generata da contrapposizioni maturate nei 5 anni appena trascorsi. Prima ha determinato nei Liberali la decisione di dare vita a un Terzo Polo: successivamente, dopo una gestazione articolatasi in numerosi rinvii, ha scelto per rappresentarlo la candidatura autorevole dell’avvocato Sforza Fogliani. Una scelta chiara che non lascia spazio a dubbi sulla frattura sostanziale determinatasi nel centrodestra. Si conclude così (forse in modo inatteso) il ciclo conflittuale verso l’amministrazione Barbieri di cui sono stati protagonisti senza dubbio i Liberali piacentini ma anche Buona destra ed alcune figure di primo piano come Filiberto Putzu e Massimo Polledri che, dopo il forzato distacco, si sono riuniti in contrapposizione all’area politica di provenienza.

Più complesso quanto avvenuto nel campo del centrosinistra. Iniziato il percorso dal “campo largo” (anzi, forse anche definibile super largo) per un anno ha raggruppato tante persone espressione di componenti politiche e civiche diverse, dal M5s al Pd a movimenti e associazioni oltre a singoli cittadini. Alla fine, nella fase della discussione sulle forme per approdare a una candidatura, il centrosinistra è spezzato irrimediabilmente mandando in soffitta il tema dell’unità che era stato l’obiettivo iniziale di tutte le componenti. 

Pochi giorni alla partenza

Una volta depositate le liste, una volta messo il sigillo alla campagna che sosterrà i candidati sindaco/a, si parte. Sulla griglia ci sono sei candidature. Patrizia Barbieri, Samanta Favari, Katia Tarasconi, Maurizio Botti, Stefano Cugini e Corrado Sforza Fogliani. Volutamente così suddivisi per segnalare un’annotazione inedita. Infatti, per la poltrona di sindaco, è la prima volta che si esprimono tre candidature femminili. Nel 2017 quando i candidati erano 7 furono Patrizia Barbieri e Sandra Ponzini le apripista donne a cimentarsi nella corsa per tale ruolo. Un’annotazione importante anche se a margine del contesto politico nel quale i candidati sono collocati.

Antonella Lenti

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