Dopo il diluvio di pareri sull’accorpamento di Piacenza a Parma, la polemica relativa al riassetto delle province emiliano-romagnole si sposta sul loro nome. Ad aprire le danze è stato il senatore modenese Carlo Giovanardi (Pdl): “E’ assolutamente inaccettabile per ragioni storiche, culturali, economiche e geopolitiche, che la nuova provincia si chiami provincia di Reggio Emilia e Modena e la nuova provincia che unisce Parma con Piacenza si chiami provincia di Piacenza e Parma”. Secondo l’ex sottosegretario a Famiglia, droga e servizio civile, la soluzione migliore sarebbe chiamarle, secondo l’ordine alfabetico, ‘Provincia di Modena e Reggio Emilia’ e ‘Provincia di Parma e Piacenza’: una definizione che – sempre a detta di Giovanardi – “taglia la testa al toro e non offende nessuno”.
In attesa che anche a Piacenza qualcuno si accodi per dire la sua sulla nuova querelle, una cosa è certa: la Giunta regionale ha approvato la delibera che recepisce le proposte e le decisioni espresse dal Consiglio delle Autonomie locali lo scorso primo ottobre, ridisegnando il profilo della Regione.
Le attuali Province di Parma e Piacenza daranno vita a un nuovo e unico ente, lo stesso vale per Reggio Emilia e Modena e per le tre attuali Province romagnole di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini che creeranno la Provincia della Romagna. La Provincia di Ferrara, invece, manterrà la propria attuale dimensione geografica visto che rientra nei parametri di popolazione e di territorio previsti dalle norme del Governo. Discorso a parte per la Provincia di Bologna che, dal primo gennaio 2014, si trasformerà in Città metropolitana.
La decisione della Giunta sarà ora discussa dall’Assemblea legislativa regionale che, entro il 23 ottobre prossimo, dovrà approvare il testo da trasferire al Governo.
Il testo della delibera del Cal accolto dalla Giunta è disponibile a questo sito:
http://www.regione.emilia-romagna.it/cal/notizie/in-evidenza/deliberan.12012.pdf




