Defibrillatori: passa all’unanimità la legge ‘piacentina’

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È passata alla Camera con 502 voti la legge “salvavita” su modello piacentino per la diffusione dei defibrillatori anche in ambito extraospedaliero.

Piacenza, con 122 persone salvate grazie a ‘Progetto Vita’ e 905 defibrillatori presenti sul territorio, è la città più cardioprotetta d’Europa.
L’esperienza piacentina è stata infatti presa come modello nell’elaborazione della proposta di legge che nei prossimi giorni renderà obbligatoria la diffusione degli apparecchi salvavita negli uffici e nei luoghi pubblici, oltre che nelle scuole e nelle strutture sportive (estendendo l’obbligo del defibrillatore, non solo in occasione di gare – come precedentemente sancito dalla legge Balduzzi -, ma anche durante gli allenamenti per tutti gli sport).
Il disegno di legge – che ha intrapreso l’iter di approvazione alla Camera nella giornata del 22 luglio e che è stato subito approvato all’unanimità (30 luglio) – prevede un’importante novità: la liberalizzazione all’utilizzo del defibrillatore da parte del singolo cittadino, senza obbligo di frequentazione di un corso di formazione specifica.
Il fattore “tempo” è il nemico da combattere: ‘E’ stato ampiamente dimostrato che se si interviene entro 5 minuti con la defibrillazione precoce, praticata anche da personale non sanitario, si può salvare la vita di una persona colpita da arresto cardiaco. Le manovre di intervento sono semplici e sono coordinate a distanza dal 118, oltre che dall’apparecchio stesso (DAE) tramite istruzioni vocali e senza margini di errore. Per tutti questi motivi non è necessaria una formazione specifica per saper utilizzare il defibrillatore’, afferma Daniela Aschieri, presidente di ‘Progetto Vita’, che ha contribuito in questi mesi all’elaborazione della proposta di legge, ribattezzata oggi ‘Legge Salvavita’.
‘Di fatto viene superata la Legge 120 del 2001 (che consentiva l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico al personale non sanitario solo in caso di formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare, ndc) e viene esteso l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e di quelli completamente automatici a tutti i cittadini, senza obbligo di ‘patentino’. In questo modo – evidenzia la dottoressa Aschieri, direttore di Cardiologia e riabilitazione cardiologica dell’ospedale di Castel San Giovanni – anche la legislazione italiana si uniformerà agli standard dei Paesi europei che da tempo hanno intrapreso questa direzione’.
La dottoressa Aschieri, lo scorso giugno ha presentato in Parlamento (in Commissione affari sociali nel corso della discussione in tema di “Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero”), l’eccellenza di ‘Progetto Vita’, che ha reso Piacenza la città più cardioprotetta d’Europa, e ricordato l’importanza della diffusione in Italia di una cultura della defibrillazione.
Progetto Vita Piacenza è stato infatti il primo progetto europeo di defibrillazione precoce, realizzato in ambito locale e poi diffuso sul territorio nazionale: il progetto consiste nella realizzazione di una rete di ‘defibrillatori semiautomatici’, collocati in punti strategici della città e della provincia e utilizzati anche da personale ‘non sanitario’. Dal 1998 – anno di nascita di Progetto Vita, ideato dal professor Alessandro Capucci e portato avanti dalla cardiologa Daniela Aschieri – ad oggi sono state realizzate numerose esperienze pilota che sono state esportate in diverse città italiane: da ‘Progetto Vita Sport’ (ad oggi tutti gli impianti sportivi di Piacenza e provincia sono dotati di DAE) a ‘Progetto Vita Forze dell’ordine’ (Le Forze dell’ordine del territorio sono dotate di defibrillatori a bordo dei propri mezzi e nelle proprie sedi). Intenso è stato l’impegno nelle scuole con ‘Progetto Vita Ragazzi’ (per diffondere la cultura della defibrillazione e all’uso del defibrillatore nelle scuole). Due anni fa è nato – infine – ‘Progetto Vita Condomini’ (per diffondere i defibrillatori anche nelle abitazioni private e nei luoghi di lavoro), che ha reso il quartiere di Viale Dante, la prima zona cardioprotetta in Europa. L’obiettivo del team di Progetto Vita è ‘la creazione di un modello di “smart city”, con tanti punti di primo soccorso per il trattamento precoce dell’arresto cardiaco con una cittadinanza informata e culturalmente preparata al primo soccorso’. Dal prossimo autunno tale obiettivo diventerà realtà su tutto il territorio nazionale.

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