
Alcuni di loro hanno migliaia di anni. Alcuni sono testimonianza di un passato lontanissimo, prima della comparsa dell’uomo sulla terra. Altri derivano dai primi insediamenti umani. Poi ci sono tracce delle epoche successive, dal periodo romano per arrivare al medioevo.
Sono i reperti archeologici custoditi da decenni a Calendasco e ritrovati nel tempo da appassionati e ricercatori del territorio. Sabato 16 novembre, per la prima volta, verranno svelati alla comunità: una selezione di quelli più rappresentativi e interessanti sarà infatti presentata al castello dalle funzionarie Paola Mazzieri e Alessandra Francesconi della Soprintendenza di Parma e Piacenza, insieme alla professionista Maria Maffi che ha seguito, per conto del comune, gli scavi svolti a Calendasco durante i lavori a castello e scuderie. Il tutto nell’ambito di una giornata in cui si approfondirà il percorso di rigenerazione urbana dell’area più antica del paese, con l’intervento del funzionario della Soprintendenza architetto Cristian Prati e del direttore dei lavori, architetto Vito Redaelli.
«Tutti i reperti indicano il forte legame del nostro territorio con il Po: proprio le sabbie del Grande fiume hanno custodito numerose testimonianze di epoche antichissime ed è stato molto emozionante, in questi mesi, leggere tracce di un passato così lontano – spiega il sindaco Filippo Zangrandi –. Ringrazio la Soprintendenza che è al nostro fianco nel percorso intrapreso che, grazie ad un finanziamento concesso dal Ministero del Turismo, ci permetterà nel prossimo anno di attivare un vero e proprio museo archeologico nel nostro paese».
Il ritrovo per i partecipanti è fissato alle 15,30 sulla piazza del castello. Lì si terrà una breve introduzione sui reperti archeologici rinvenuti nel corso dei lavori alle scuderie, ancora in corso. Poi, al primo piano dell’edificio medioevale, si svolgerà il Convegno “Tra fiume e terra”. Interverranno gli architetti Vito Redaelli, direttore dei lavori alle scuderie e Cristian Prati, funzionario della Soprintendenza, che lascerà poi la parola alle colleghe archeologhe Paola Mazzieri e Alessandra Francesconi. A loro il compito di approfondire l’analisi dell’archeologia nel territorio di Calendasco, insieme alla professionista Maria Maffi che ha curato gli scavi svolti nei recenti cantieri avviati. A Micaela Bertuzzi invece il compito di illustrare il progetto del nuovo museo di Calendasco. La partecipazione al convegno garantisce 2 crediti formativi per gli architetti. Per i più piccoli, dalle 16, è possibile partecipare al laboratorio “Mammut dove sei?”, a cura di Arti e Pensieri.




