Lo scandalo delle rielezione di Joseph Blatter per la quinta volta a capo supremo ed incontrastato della federazione-macchina da soldi ci riporta inevitabilmente indietro fino a 2006 quando in piena crisi calciopoli il plenipotenziario “rais” elvetico umilio’ la federazione e l’Italia intera rifiutandosi di consegnare la coppa del mondo alla nostra nazionale. Allora quel gesto passo’ per lo piu’ inosservato, che tra l’Italia e il dirigente rossocrociato non corresse buon sangue era evidente , cosi come era risaputo come il peso politico del nostro tricolore in seno al governo calcistico mondiale fosse pressoche’ nullo colpa di anni di incapacita’ del nostro sistema manageriale di produrre dirigenti abili e professionali meno attaccati alle poltrone e ai denari ma capaci invece di difendere e promozionale il nostro calcio. Fa sorridere come Blatter abbia sempre usato parole dure contro la corruzione nel nostro calcio ma che ora di fronte allo scoppio di una ventennale mega truffa con una Federazione capace non solo di macinare utili da multinazionale (140 milioni di euro annui) ma di pilotare piacimento diritti tv, sponsorizzazioni ma sopratutto di condizionare a priori le scelte dei paesi organizzatori delle maggiori competizioni sportive, si trovi affannosamente a giustificarsi con affermazioni di chi non sapeva e non vedeva. Si parla di truffe colossali perpetrate per anni e anni che coinvolgevano interi continenti per svariati milioni di dollari, viene difficile pensare che un uomo da 100 milioni di reddito annui non potesse sapere il malaffare regnante nella creatura da lui plagiata in una vera fabbrica di soldi, truffe e corruzioni. Certo anche l’Italia ha il suo marcio con calciopoli prima e scommessopoli dopo, ma sta cercando faticosamente di far pulizia sia a livello dirigenziale (i rappresentanti della federazione ante 2006 sono stati tutti accantonati) che a livello sportivo (con la Juve in B e numerose inibizioni e radiazioni); molto rimane ancora da fare con una giustizia sportiva troppo farraginosa e superficiale nelle pene e nei tempi delle medesime, con l’assurda iniquita’ dei patteggiamenti di scommessopoli in cui molte squadre hanno potuto scontare pene lievissime rispetto alle prime condanne. In tutto questo marcio non ci scordiamo chi ha pagato forse lo scotto maggiore: il nostro povero Piacenza condannato ancora alle secche della serie D per colpe e misfatti non suoi, ci e’ mancato un uomo della stoffa del “signor” Blatter, con lui al Garilli forse nessuno avrebbe ne’ visto ne’ sentito….




