
Inutile dire l’emergenza che sta vivendo in questi giorni il nostro sistema sanitario, pieno fino all’orlo di malati, ospedali da campo allestiti in fretta e furia e tutti gli altri a casa.
Occorre però non dimenticare che c’è una anche una parte di popolazione fragile che sta subendo un contraccolpo terribile da questo contagio. Abbiamo già parlato dei senza tetto (qui l’articolo) ma la questione vera, e sanitaria, che sta emergendo in queste ore sono le case di cura. Luoghi che curano la fragilità, proprio quella fragilità che è messa a rischio dal Coronavirus ogni giorno da settimane; luoghi che stanno soffrendo senza riuscire a far sentire la loro voce.
“Siamo al collasso e se crolliamo noi c’è il rischio di chiudere reparti, di mandare gli ospiti in ospedale o a casa…”, è il grido di aiuto che arriva dalle case protette di Piacenza e Castelsangiovanni in cui sono stati riscontrati dei casi di Covid-19 isolati e assistiti nel modo più adeguato. Ma è chiaro che non basta.
Sono già state sospese da settimane le visite dei parenti, possibili veicoli di contagio, ed è quindi altamente probabile che il virus “giri” all’interno della stessa struttura, magari trasportato dai sanitari. Lo sappiamo, è normale, chi può dirsi al sicuro ormai? Ciò però non significa che non si debbano prendere delle misure e fare dei controlli. Prima di tutti i tamponi, per isolare anche quei “portatori sani” che inconsapevolmente stanno portando il virus con sé.
Manca anche il personale, e i presidi per tutelarsi e tutelare: “Ci vuole subito un aiuto da parte dell’Ausl sugli infermieri, magari infermieri in pensione per coprire almeno un turno di lavoro, nuove le oss sono indispensabili, chiediamo assunzioni temporanee di personale anche senza i titoli da affiancare ad una oss che il titolo c’è l’ha (le oss sono sempre in due per movimentare il malato, ndr)”. I dispositivi mancano: “le mascherine sono centellinate, ne abbiamo bisogno almeno mille”.
Questo, insieme all’isolamento dei degenti nelle case protette che soffrono ancora più di noi la lontananza dei propri cari, rende chiara la situazione di disagio che stanno vivendo le case protette e per cui è necessario prendere dei provvedimenti.
Intanto, nella conferenza stampa di ieri sera, Venturi ha affermato che: “Per quanto riguarda le Case protette, il commissario ha annunciato una direttiva ad hoc per fornire tutti i dispositivi di protezione individuale necessari e per l’isolamento immediato dei pazienti Covid positivi“.




