di Giancarlo Tagliaferri – Che fosse difficile fare punti contro una squadra lanciata ed in forma come Perugia si sapeva, certo subire tre sconfitte consecutive (di cui due a domicilio) senza portare a casa ne’ punti ne’ set contro le formazioni di alta classifica crea un solco non indifferente sia dal punto di vista tecnico che di graduatoria tra la Copra e i club di vertice. Ad oggi Piacenza e’ una squadra visibilmente ridimensionata che deve cercare di centrare una miracolosa qualificazione in champions e un altrettanto complicato accesso tra le prime otto della coppa Italia. La partenza di Leroux ha azzoppato ulteriormente un sestetto gia’ di per se’ in difficolta costrigendo Radici ha ridisegnare tatticamente lo schieramento alla ricerca di nuovi equilibri che gia’ prima ad onor del vero,erano tutt’altro che solidi. Contro Perugia si e’ vista una squadra senz’altro piu’ combattiva e per almeno 2/3 di gara, con uno spirito piu’ da “operaia” ma nei momenti clou (in particolare nel secondo set), si e’andati incontro alla solita serie di errori gratuiti e non forzati che gia’ con Modena e Roselare erano costati la posta in palio. Non convince nemmeno la guida tecnica di Andrea Radici, che la scelta dell’allenatore tifernate fosse in estate una scommessa lo si sapeva , ma certo che il coach al suo esordio su una panchina importante ci sta mettendo del suo per non agevolare la crescita della squadra. Se la situazione societaria fosse piu’ tranquilla la sua panchina traballerebbe come un’altalena malconcia, ma ad oggi le priorita’ della dirigenza sono altre, gia’ dopo la sconfitta in Belgio erano emersi dubbi sulla gestione di alcuni cambi e lo stesso Molinaroli aveva esplicitamente ammesso il suo malcontento su alcune decisioni tecniche. Lascia parecchio perplessi la scelta di partire con Massari (le cui lacune offensive sono palesi) opposto al palleggiatore nonche’ la sistematica rinuncia a Ter Horst cosi come appare difficilmente comprensibile come l’unico battitore efficace, Ostapenko, sia rimasto spettatore nell’ultimo set decisivo contro il Knack e per tutta la partita contro Perugia (entrato per altro per un solo scampolo ma in grado di piazzare due ace). Sullo sfondo non va dimenticato come l’inquietante situazione aziendale amplifichi le difficolta’ del momento, e’ comunque impegnativo per i giocatori scendere in campo non sapendo quale sara’ il futuro societario, certo se che entro Natale tutto si sistemasse con l’ingresso dei nuovi soci-sponsor tanto auspicato, ci sarebbe tutto il tempo per intervenire sul mercato e raddrizzare una stagione che rischia inevitabilmente di diventare un incubo.




