di Giancarlo Tagliaferri – E’ il momento piu’ critico dell’intera storia ormai quindicinale del Copra Volley, ad un momento delicato dal punto di vista sportivo si aggiunge l’improvvisa accelerazione della crisi societaria acuita indirettamente dall’amplificazione distorta con cui e’ rimbalzata la notizia della visita della Finanza presso la sede sociale. Sembra che l’orologio del tempo sia tornato al 30 aprile scorso, giorno in cui Guido Molinaroli annunciava la chiusura della societa’, l’azzeramento della nefasta era-Ardelia (sempre che sia mai incominciata) ha portato in dote una squadra allestita con un budget importante ed obiettivi comunque di vertice. Ora si riparte, come nel gioco del monopoli, dal via ; c’e’ un campionato e una champions da onorare e , soprattutto, si apre fuori dal campo la sfida piu’ difficile; quella del salvataggio a questo punto miracoloso della pallavolo maschile a Piacenza. Rispetto a sei mesi or sono mutati sostanzialmente due fattori: in negativo si ha sul piatto una squadra che dal punto di vista sportivo e’ meno appetibile in quanto si e’ passato da una formazione vincitrice della coccarda di Coppa Italia, semifinalista in campionato e tra le prime otto del continente ad un sestetto quasi fuori dalla Champions e lontano dal vertice in A1 e con la prospettiva di un ulteriore ridimensionamento di organico e, di conseguenza di obiettivi; in positivo, sembra un assurdo ma e’ cosi, si ha il fattore tempo, l’aver annunciato cosi chiaramente e con largo anticipo la chiusura della societa’ se non arriveranno risorse dall’esterno, lascia quasi 7 mesi di tempo per cercare una soluzione (e soprattutto euro) della vicenda. Il sacrificio di Kevin Leroux , ad oggi miglior giocatore biancorosso sia per rendimento che per punti, azzoppa pesantemente la formazione di Radici, privandolo di fatto dell’unico terminale offensivo di un certo livello e continuita’; ma purtroppo non sara’ l’unica partenza che avverra’ da qui a Natale. E’ impensabile trovare nel breve periodo investitori o soci capaci di coprire i fondi venuti meno da Ruggeri ma, soprattutto, viene lecito domandarsi se sia il caso, anche nel caso di ingresso di un partner “forte” se sia piu’ opportuno concentrare sforzi, investimenti e progetti per pianificare la prossima stagione, cercando per quella attuale comunque di mantenere un roster credibile per onorare al meglio gli impegni, ma senza nessuna velleita’ di risultati. La partenza del lungagnone francese puo’ coprire, tra il ricavato della cessione ed il risparmio sullo stipendio, circa il 30% del budget “bucato” da Ardelia, sufficienti a conti fatti a dare liquidita’ fino a febbraio; e’ evidente che per arrivare a fine stagione servono ancora due partenze eccellenti: i piu’ indiziati potrebbero essere Ostapenko e Mario Junior, vuoi perche’ hanno, insieme a Vermiglio, maggior mercato e vuoi perche’ potrebbero essere sostituiti nella formazione da Marra e da Alletti senza stravolgere gli equilibri della squadra; ne uscirebbe palesemente una squadra diversa e fortemente ridimensionata ma che potrebbe dignitosamente terminare la stagione nel rispetto soprattutto di quegli sponsor e di abbonati che a prescindere dagli eventi sono rimasti vicini al Copra.




