Non era certo da Perugia che ci si poteva attendere la riscossa della Copra Piacenza alla rincorsa ai play-off, troppo evidente il divario a favore della Sir Safety lanciata al quarto posto e galvanizzata dal cammino di Coppa Campioni che la vede alle soglie di una storica fina four. La squadra di Radici inanella una pesante quanto prevedibile sconfitta per tre a zero allungando ad otto il triste record di sconfitte consecutive. Piacenza sceglie di partire con il sestetto-tipo con solo Massari in luogo di Papi, Nikola Grbic risponde invece con De Cecco-Atanasijevic, Buti-Beretta, Fromm-Vuijevic. I biancorossi vivono l’ennesima giornata negativa soprattutto in attacco dove nessun interprete raggiunge la doppia cifra con percentuali in attacco altamente insufficienti sotto il 40%, Radici si vede costretto in tutto il match a far ruotare tutti i suoi effettivi per cercare un cambio palla minimamente regolare inserendo Ter Horst per Massari , Papi per Zlatanov e Kohut per Poey, senza pero’ ottenere risconti positivi. Solo al centro l’ingresso di Tencati per Ostapenko contribuisce ad arginare l’attacco umbro sempre impetuoso soprattutto con il solito Atanasjievic e Fromm veri mattatori immarcabili con 15 e 10 punti (e percentuali per il secondo al 60%). Il Copra torna ancora una volta senza punti rafforzando la triste sensazione di una formazione che abbia perso la propria identita’ di gioco e soprattutto la voglia di lottare in campo, non e’ infatti sufficiente tener testa agli avversari per qualche scambio a set per poi sciogliersi puntualmente alla prima accelerata avversaria, la sensazione e’ che tutte le squadre antagoniste mettano in campo non solo piu’ forza e talento ma soprattutto spirito di sacrificio e voglia di applicarsi al massimo in ogni scambio e su ogni pallone; ma oggi Piacenza mestamente assiste impotente alle vittorie altrui. Dalla prossima giornata i biancorossi si giocheranno partita dopo partita le residue speranze di paly-off, ma le premesse sono oggettivamente fortemente negative; Radici puo’ e deve trovare alternative fresche di gioco dalla panchina (Kohut opposto, Ter Horst ricevitore e Tencati centrale) per invertire un’inerzia ormai che pare irreversibile.




