
La cooperazione ha al suo interno la formula adatta per resistere alla crisi: i valori di mutualità, partecipazione, flessibilità e gestione democratica d’impresa uniti al forte legame con il territorio e allo spirito di innovazione sono gli assi vincenti del modello cooperativo e la soluzione a molte criticità. Lo sottolineano i presidenti delle due Centrali cooperative piacentine, Francesco Milza (Confcooperative) e Maurizio Molinelli (Legacoop), ai quali chiediamo come interpretare il tema della 91ma Giornata internazionale delle cooperative del prossimo 6 luglio: ‘L’impresa cooperativa rimane forte in tempo di crisi’.
Milza: ‘E’ storicamente accertata la maggiore capacità del modello cooperativo di resistere alle congiunture economiche negative’. I motivi sono riconducibili prevalentemente alla tipologia stessa della formula cooperativa che permette di distribuire al proprio interno la risorsa economica tra i soci, attraverso una formula più solidale e anche tramite il modello di governance di “una testa un voto” che consente ai soci (siano essi, lavoratori, conferitori di prodotto o consumatori di beni o servizi) di determinare ed indirizzare le politiche della cooperativa’, spiega il presidente di Confcooperative Piacenza.
Molinelli: ‘Nonostante la forte crisi economica e la fase di recessione, la cooperazione – pur avendo incontrato in alcuni settori difficoltà – riesce a resistere grazie al patrimonio e al forte spirito di condivisione degli obiettivi da parte dei soci’. Incoraggianti i dati occupazionali soprattutto nei settori ‘consumo’ e ‘ sociale, con la creazione di nuovi posti di lavoro; altre realtà cooperative hanno puntato su innovazione ed espansione sui mercati esteri. In sintesi – aggiunge il presidente di Legacoop Piacenza – il legame con il territorio, l’innovazione e l’internazionalizzazione sono le azioni che rendono ancora vincente la cooperazione’.
Le ‘Cooperative di comunità’ come soluzione per la sopravvivenza dei servizi nei territori di montagna. Quali opportunità sul territorio?
Molinelli: ‘Le Cooperative di Comunità sono esperienze che nascono dalle comunità per difendere la possibilità di vivere nel proprio territorio. Nel recente convegno organizzato a Bobbio – e al quale è intervenuto il presidente nazionale Giuliano Poletti – abbiamo avviato una riflessione con gli attori locali al fine di costituire cooperative di comunità nel nostro Appennino. L’obiettivo – aggiunge – è fornire servizi nuovi alle micro-collettività anche prendendo in appalto dagli enti pubblici l’erogazione di servizi ritenuti anti-econonici ma indispensabili a garantirne la presenza alle fasce più deboli. Le sfide sono tante: il turismo in particolare offre grandi opportunità’.
Milza: ‘‘La cooperazione sul territorio dell’Appennino – compreso quello piacentino – sta sviluppando una serie di iniziative che puntano – attraverso la formula delle ‘cooperative di comunità’ – a proporre un modello di sviluppo sostenibile basato su strutture cooperative multifunzionali che sappiano al proprio interno gestire il bisogno e trasformarlo in attività economica anche micro ma che permetta la sopravvivenza di territori in termini di servizi e conseguentemente di residenzialità’. Tale sfida – aggiunge Milza – ‘è senza dubbio difficile ma è tra le poche percorribili assieme ai soggetti istituzionali competenti’.
Sinergie e interscambio tra le associate sono le strategie di impresa da percorrere? Quali sono gli esiti in questa direzione?
Milza: ‘Il progetto Coopera Rete di Confcooperative mira alla cooperazione tra le cooperative ed ha già portato significativi risultati in termini di interscambio e intercollaborazione tra associate di ambiti diversi, sia per quanto riguarda il valore economico sia per il valore di conoscenza che ha generato. Nell’offerta di servizi diventa sempre più necessario sviluppare professionalità diverse che si presentino al mercato come soggetto unico, attraverso strumenti tradizionali come la forma consortile e forme nuove come i contratti di rete. E’ su questi strumenti e sulla conoscenza reciproca che punta il progetto di Confcooperative’.
Molinelli: ‘Lo sviluppo di sinergie e di reti d’impresa sono elementi fondamentali in questa fase. La nostra associazione ha attivato da tempo servizi amministrativi e di supporto per l’accesso al credito delle associate e ha altresì favorito le aggregazioni, le sinergie tra cooperative anche con fusioni recenti, avvenute sia nel 2012 sia nei primi mesi del 2013 . Per rimanere oggi sul mercato occorre che le imprese cooperative raggiungano dimensioni importanti: per questo le operazioni di aggregazione sono complesse ma indispensabili’.




