Dopo l’elezione, a metà febbraio, di Fabrizio Malvicini alla presidenza di Confcooperative Piacenza, è stata recentemente definita anche la composizione del consiglio di presidenza. Con 7 membri, il Consiglio effettua le principali scelte operative, predispone il Bilancio dell’organizzazione e, oltre a proporre la nomina del Direttore, delibera su ammissione, recesso ed esclusione delle cooperative. I membri, così come definiti dal primo consiglio provinciale sono: Giancarlo Pedretti, di Federagri-Confcooperative e presidente del Caseificio Stallone, Mario Spezia e Alessandro Maffi, rispettivamente presidente e direttore della Cooperativa San Martino, Francesco Maria Corradi, presidente ConsiCopra, Arlene Zioni, presidente di Unicoop e Sergio Bernini, presidente Sol.Co. Il nuovo consiglio agirà da subito per i nuovi progetti e le nuove iniziative, come precisa il presidente di Confcooperative Fabrizio Malvicini: “l’intenzione è di rendere il consiglio di presidenza fortemente operativo” spiega “l’idea è di incontrarci almeno una volta al mese per discutere delle priorità e ragionare su eventuali progetti da sviluppare nel medio termine”. Un Consiglio, che lo stesso Malvicini definisce come “un gruppo dall’età media molto bassa e rinnovato per almeno il 50%”.Nel puntare a nuovi traguardi, cercando un nuovo modello organizzativo e con l’obiettivo dello sviluppo anche di nuove cooperative, Confcooperative ha già iniziato il lavoro, che si è concentrato recentemente sulle cooperative sportive, con il seminario “Nuove frontiere dello sport” tenutosi a inizio marzo grazie alla collaborazione con Coni Piacenza. Durante il seminario si è parlato del rapporto tra mondo cooperativo e sport: “I valori dello sport e quelli della cooperazione sono gli stessi” spiega Malvicini, intervenuto al seminario “riteniamo che il modello cooperativo sportivo rappresenti in questo momento una grande opportunità da cogliere”. Durante il convegno si è parlato di come tradurre lo sport plan in azioni, strutturando al meglio le organizzazioni sportive dilettantistiche, come spiega, nel suo intervento, Maurizio Marano, direttore scientifico Scuola dello Sport Emilia Romagna “oggi lo sport fatica a trovare risorse, per questo la cooperazione sportiva offre una proposta organizzativa a 360 gradi” senza dimenticare, inoltre “i temi etici”. Nel convegno è intervenuto anche Davide Carolfi di Confcooperative Piacenza che ha spiegato come si debba scegliere il modello migliore per l’impresa cooperativa sportiva (utenza, produzione lavoro, servizi, sociale) al fine di “cucire ad ogni realtà sportiva un vestito su misura”. Infine, è stato presentato un caso di successo, con il pallavolista olimpionico Rodolfo Giovenzana che ha spiegato la crescita della “Pallavolo Anderlini” di Modena, trasformata da società dilettantistica a cooperativa sportiva: “Oggi abbiamo 120 tra allenatori e dirigenti e oltre 1500 ragazzi” spiega “decine di persone lavorano a tempo indeterminato per la società. E la cosa bella è che sono felici di lavorare”.




