
L’imprevedibilità meteorologica e l’incertezza nel raccolto delle produzioni, sono elementi che accompagnano il settore agricolo da sempre. Mai come in questi ultimi anni – però – la gestione del rischio atmosferico è diventata determinante per la sopravvivenza delle attività agricole. I cambiamenti climatici e le frequenti avversità meteo (grandine, vento forte, gelate primaverili e siccità estiva) minacciano periodicamente le produzioni locali e quindi il reddito aziendale. Per questi motivi, sono sempre più numerosi gli imprenditori agricoli che decidono di tutelare le proprie produzioni ed attività. Il Consorzio Condifesa Piacenza– che da oltre 40 anni si occupa della gestione del rischio atmosferico stipulando polizze collettive con le maggiori compagnie assicurative – propone agli agricoltori assicurazioni agevolate (grazie anche ad un contributo europeo che copre fino al 70% dell’importo) che coprono fino a nove avversità. “Il Consorzio piacentino – nato nel 1972 – è costituito da oltre 1.800 soci agricoltori che hanno la possibilità di assicurare ogni segmento aziendale: copriamo oltre cinquanta varietà di cereali, l’intero comparto della zootecnia e diversi elementi strutturali aziendali, come serre e mezzi agricoli”, spiega il direttore di Condifesa, Stefano Cavanna. Dal 2014 ad oggi il Consorzio Condifesa è cresciuto notevolmente, sia in valori assicurativi sia in ettari assicurati. “L’attenzione alla gestione del rischio atmosferico da parte degli imprenditori agricoli è aumentata fortemente in questi anni. Oggi – evidenzia il direttore Cavanna – oltre il 95% della superficie coltivata a pomodoro nel Piacentino è coperta da polizze assicurative (pari a 7.700 ettari sul territorio). Accanto alla coltivazione del pomodoro, le richieste maggiori provengono dalle aziende vitivinicole e dalle attività interessate dalla produzione di soia e girasole, per un totale di oltre 20mila ettari assicurati da Condifesa sul territorio piacentino”, spiega il direttore Cavanna, che aggiunge: “A crescere notevolmente nell’ultimo anno sono state le polizze legate ai settori mais (con una percentuale di incremento pari al 34%) e uva (+24%). Nell’ultimo anno, diverse novità hanno interessato la campagna assicurativa del Consorzio piacentino. Tra queste si inserisce il fondo AgrovsCovid-19 che ha posto l’attenzione sulla tutela della manodopera agricola in seguito alla pandemia da covid 19: “Insieme ad Asnacodi – l’Associazione nazionale che accorpa i 43 Consorzi di difesa sul territorio nazionale – abbiamo creato un fondo mutualistico per proteggere il reddito delle imprese agricole dalle conseguenze economiche derivanti dalla indisponibilità di figure chiave per l’azienda agricola, a causa della pandemia. Il fondo – aggiunge il direttore Stefano Cavanna – che è anche tra i sette competence leader di Asnacodi sul territorio nazionale – ha raggiunto oltre 17mila adesioni sul territorio nazionale”. Altra novità che ha interessato il settore agricolo è stata l’introduzione dello “standard value” (basato sulla resa effettiva da assicurare) come metodo di calcolo del valore assicurato ammissibile a contributo pubblico per tutte le produzioni. Da ultimo, la spinta al digitale: tra i progetti futuri del Consorzio di Difesa piacentino vi è – infine – la volontà di dare una ulteriore spinta alla informatizzazione dell’ente. “Stiamo lavorando molto sul potenziamento dei servizi ai soci anche in ambito digitale”, conclude il direttore Cavanna – che all’interno di Asnacodi si occupa anche di comunicazione e di sviluppo di nuovi progetti – evidenziando la costante attenzione alla crescita dei canali social e all’offerta di servizi innovativi agli associati, con aggiornamenti continui in tempo reale’. (Maggiori info: www.condifesa.it)




