Commercio, sfida tra big. “Ma il piccolo ce la farà”

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Piacenza, nella storia, è stata città di caserme (presidio militare del Ducato), di conventi e chiese (lascito prestigioso, tra gli altri, il Collegio Alberoni) e oggi è città di supermercati. Questo, almeno, il dato che balza all’occhio anche in considerazione dei nuovi insediamenti in fase di realizzazione che presto, prestissimo, si aggiungeranno ai Super preesistenti. Per la cronaca: il nuovo Lidl di via Calciati, un altro Lidl a Barriera Torino e un Eurospin in via Farnesiana.


Piacenza, dunque, sembra costruire un gioco urbanistico in cui, unendo i puntini, si passa da un supermercato e/o centro commerciale all’altro. Cosa che suscita perplessità, quando non – almeno in alcuni – perfino indignazione. Ma così stanno le cose.
E sono cose che innanzitutto suscitano la preoccupazione di Confcommercio e l’indignazione di chi vede Piacenza ormai ridotta a città schiacciata dal gigantismo di logistica e grande distribuzione.
“E’ probabile – ragiona Raffaele Chiappa, presidente provinciale di Confcommercio – che la proliferazione di supermercati (o il loro spostamento, come nel caso del Lidl di Barriera Torino, ndr) alimenterà una guerra tra big. Tutto questo, però, inciderà anche nei riguardi dei negozi di vicinato, in particolare nei confronti dei negozi di alimentari”. I rappresentanti dell’Unione (Confcommercio) sottolineano con convinzione la professionalità dei piccoli commercianti, esaltandone la capacità di garantire qualità maggiore.
“Tuttavia – fa eco al presidente il direttore dell’associazione Alberto Malvicini – per un po’ di tempo il consumatore sarà attratto dalla novità rappresentata dai nuovi supermarket: dopo avere verificato la differenza tornerà al rivenditore di fiducia ma intanto il danno al ‘piccolo’ sarà stato inferto”.
Di ampio spettro, e più ottimistica per i piccoli, la visione dell’economista della Cattolica Daniele Fornari: “Più del piccolo commercio ad avere danni, in quella che si preannuncia come una guerra tra giganti, sarà qualche maxistore”.
Si tratta di un’analisi che considera i trend europei, o di porzioni di Italia particolarmente dinamiche come il Nord-Est, che conferma lo struggle for life tra big della grande distribuzione.
Insomma, a Piacenza in capo a mesi qualche grande supermarket segnalerà il proprio stato di sofferenza, quando non di crisi manifesta.
Sì, ma i piccoli? Sempre il professor Fornari, analizzando un trend ormai consolidato, poiché osservabile almeno dagli anni novanta del secolo scorso, segnala come la piccola e media distribuzione, il famoso e rimpianto negozio di vicinato, non sia per niente destinato all’estinzione.
Chi ha saputo rinnovarsi, puntando su qualità e capacità di incontrare l’esigenza del cliente, non solo non è scomparso ma si è rafforzato.
Insomma, tracciando un bilancio ex cathedra, ancora una volta – pur nell’ambito di un cambiamento all’apparenza precipitoso – ad imporsi sarà ancora la legge della domanda e dell’offerta.
E’ il mercato, bellezza.

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