Comitato Rocca di Monticelli: “Salvaguardare la funzione pubblica”

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Da poche settimane a Monticelli d’Ongina è nato un comitato civico chiamato ‘Progetto rocca – Identità di Monticelli’, allo scopo di richiamare attenzione sull’importanza del castello Pallavicino Casali, oggi di proprietà della parrocchia di San Lorenzo Martire ma di fatto bene caro a tutti i cittadini oltre che sede di associazioni e musei.
L’impulso è stata la notizia di un’imminente vendita della rocca stessa, poi sfumata, ad un fondo svizzero che ha offerto 2,5 milioni di euro. Anche se questa trattativa si è arenata il parroco don Stefano Bianchi ha più volte sottolineato che il maniero resta in vendita e che la curia non può investire fondi per un suo restauro. Da qui la mobilitazione popolare. E’ stata avviata una raccolta firme per capire a quanti monticellesi sta a cuore il futuro della rocca (già 600 quelle arrivate) ed è stata organizzata un’assemblea pubblica in piazza. La presidentessa del comitato Chiara Rizzi ha ricordato che è necessario fare squadra per trovare soluzioni. «La rocca è il monumento simbolo dell’integrità territoriale monticellese e ne rappresenta l’identità civica, storica e culturale – ha detto Rizzi -. È da sempre il centro della vita pubblica della comunità; ospita musei e mostre periodiche; accoglie le sedi di associazioni locali; offre spazi per l’allestimento di stand in occasione delle periodiche sagre e fiere paesane, sale per convegni, concerti e spettacoli teatrali. Ospita inoltre un gioiello di importante valore storico-artistico, la cappellina di corte affrescata dai Bembo nella seconda metà del ‘400».
Il comitato è nato proprio per salvare tutto questo «ricercando ogni possibile soluzione al conseguimento dell’obiettivo, favorendo i presupposti di acquisizione da parte di un soggetto pubblico, e nel contempo verificando che l’eventuale acquisto da parte di un soggetto privato preveda la salvaguardia della sua attuale funzione culturale e sociale, la difesa della fruizione pubblica di alcune sue parti, la garanzia della continuità di accesso alla cappellina».
L’architetto Sara Banti, a sua volta componente del comitato, ha spiegato che l’immobile presenta necessità di urgente recupero strutturale soprattutto in alcune parti. Don Stefano ha però ribadito l’impossibilità della parrocchia di investire. Ecco perché, come più volte ribadito dal comitato, è importante l’apporto di tutti: suggerimenti, consigli, proposte operative devono essere presentate al comitato. Che sta anche pensando alla creazione di una Fondazione per reperire i fondi necessari per i primi interventi più urgenti. Si cercherà poi di attingere a fondi pubblici e per questo sarà importante anche il ruolo del Comune, che pur non potendo acquistare direttamente il castello si è impegnato a sua volta a cercare soluzioni. Circa un anno fa il governo proprio per la rocca aveva stanziato 1,3 milioni di euro, che servirebbero per un progetto e un primissimo intervento di natura statica, ma per il momento questi fondi non sono arrivati nelle casse della parrocchia. Qualora dovessero essere effettivamente stanziati, il Comune di Monticelli potrebbe fare da stazione appaltante.

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