di Roberta Suzzani – Un dialogo tra sordi, o quasi, con un punto fermo: «Faremo il Parco della Pertite entro la fine del mandato». Da una parte i cittadini del comitato, affiancati dai comitati amici della Besurica e via Arata. Dall’altra il sindaco Paolo Dosi, per l’occasione messo su una graticola particolarmente ardente. Al suo fianco, all’incontro pubblico organizzato per fare il punto sul futuro dell’area militare, gli assessori Silvio Bisotti e Luigi Rabuffi mescolati discretamente tra il pubblico che gremiva la sala della Fondazione di Piacenza e Vigevano, tra cui spiccavano anche i volti di Mirta Quagliaroli, di altri rappresentanti del Movimento 5 Stelle e del consigliere provinciale in quota all’Idv Samuele Raggi.
Tre le richieste messe sul tavolo dai cittadini per cui «è scaduto il tempo delle promesse, è arrivato il momento per fare qualcosa di concreto». In primis la certezza della realizzazione del Parco che, secondo il Comitato, deve passare per una variante all’attuale piano regolatore e non, come annunciato dall’Amministrazione, rientrare nel processo del nuovo Psc. Quindi la questione del Masterplan del Politecnico che, con l’indicazione a “rigenerazione”, in altre parole edificazione, delle maggiori aree militari della città, compresa la Pertite, è una vera spada di Damocle sul futuro del Parco.
Infine l’apertura, mai avvenuta, del tavolo di confronto con la cittadinanza, unico strumento di partecipazione per dare continuità alle volontà dei 30mila piacentini che al referendum del 2011 hanno votato “sì”. A margine c’è la questione politica che, secondo il Comitato, è il vero ostacolo al vincolo sull’area «trattata come merce di scambio con il Ministero della Difesa. Solo per questo non si pone il vincolo sull’area che, riducendone gli oneri di acquisizione, ne faciliterebbe l’acquisizione».
A interrogare il sindaco, accanto al presidente Maria Pia Romano, le altre anime del Comitato Marco Natali di Legambiente e Stefano Benedetti, affiancati da alcuni “sostenitori esterni” in primis l’ex amministratore Stefano Pareti, padre del Parco Galleana, il cardiologo Massimo Piepoli e, via Skype, Paola Bellini, ex coordinatore del Parco Cardone di Ancona.
Richieste a cui il primo cittadino ha risposto con una conferma, un’apertura e una promessa. «Faremo il parco entro la fine del nostro mandato» ha assicurato Dosi «ma con gli strumenti che riteniamo più congeniali: ovvero l’inserimento del parco nel nuovo Psc».
«Il Parco – ha aggiunto il sindaco Dosi – non è una merce di scambio con alcuno. La sua realizzazione è nei 97 punti programmatici a cui la mia Amministrazione deve tenere fede di fronte ai cittadini. Ne faccio anche un fatto personale, poiché io, di mio pugno, ho siglato l’impegno per la sua creazione durante la campagna elettorale. Questo è il nostro obiettivo, ma sugli strumenti per arrivare a questo traguardo le opinioni sono diverse».
Strumenti che non comprendono la variante al Prg, poiché «riteniamo sia più utile inserire il parco nel nuovo piano strutturale comunale. Per questo ne abbiamo accelerato i tempi di adozione. Per il Consiglio comunale è questa la soluzione più adatta. Chi amministra – ha sottolineato il primo cittadino – deve guardare alla città nel suo complesso. La Pertite è una porzione del grande tema delle aree militari che, a sua volta, è una porzione del tema Psc».
Sulla fase di stallo delle trattative con il Ministero della Difesa, Dosi ha chiarito che «mancando il Governo, manca il nostro referente politico», quindi facendo un pubblico mea culpa «ho intrattenuto rapporti con il Comitato solo a livello personale. Provvederemo ad avviare il tavolo di confronto al più presto tenendo però presente che solo i militari hanno diritto di decidere».
Un dialogo tra sordi che hanno cominciato ad ascoltarsi.




