La vigilia della Sagra dello Scalogno è l’occasione per incontrare Luca Quintavalla sindaco di Castelvetro Piacentino. Esauriti i soliti convenevoli, prende lui decisamente l’iniziativa: “Come potrà rendersi conto il secondo mandato di questa amministrazione non evidenzia segni di cedimento. Il pericolo di “un certo rilassamento” durante il secondo mandato, come aveva scritto un anno fa, non si è ancora manifestato anzi …”
Precisando che la mia era stata una provocazione, direi meglio una raccomandazione perché il lavoro iniziato sia portato a termine, soprattutto per le aspettative degli abitanti di Castelvetro, ho preferito spostare l’attenzione dal solito, seppur consistente, elenco delle “cose fatte” e di quelle in cantiere alle considerazioni che reggono la visione contenuta nel programma elettorale.
Signor sindaco, da Piacenza vediamo Castelvetro ai confini del territorio provinciale. Che è pur vero, ma sottintende la percezione di lontananza. Quasi a confondere l’abitato come la prima periferia di Cremona…
“Non esageriamo, non siamo terra di confine, siamo piuttosto al centro di una convergenza di quattro province, Piacenza, Cremona, Parma e Lodi. Una posizione che se interpretata nel modo giusto, cioè di apertura e collaborazione può diventare ottimo carburante per alimentare lo sviluppo del nostro paese. Ci stiamo preparando a recitare la nostra parte consolidando la nostra identità. Lo facciamo per esempio attraverso la realizzazione del progetto di rigenerazione urbana che vedrà presto il materializzarsi di un “centro paese”. Sto parlando del progetto che vede coinvolti via Roma, Piazza Biazzi e parco Istituto Biazzi. Per la realizzazione abbiamo ottenuto dalla Regione un importante finanziamento, circa 800.000 euro, risultato che ha indispettito l’on. Tommaso Foti perché lo stesso provvedimento ha trascurato i progetti del comune capoluogo.”
Come siete riusciti dove il comune di Piacenza ha fallito?
“Essenzialmente per due motivi. L’idea di ricreare un centro paese senza automobili dove far crescere il senso della convivenza, della comunità attiva, del ritrovarsi in un luogo percepito proprio, caratterizzante. Il secondo motivo è stato sicuramente aver presentato un progetto come risultato di un percorso partecipato senza precedenti. Sono state coinvolte tutte le associazioni, la Parrocchia, l’Istituto Biazzi attraverso numerosi incontri con l’intervento anche di esperti esterni. Un progetto maturato dal basso attorno a più tavoli tematici dove sono state esaminate varie istanze e prodotte idee risolutive. Una grande partecipazione che ci rende orgogliosi e ci motiva a continuare sulla stessa strada.”
Quindi una comunità che si ritrova può maturare la consapevolezza di potersi relazionarsi alla pari con progetti di area più vasta.
“Certo. Sta per essere avviato un confronto per la valorizzazione dell’area del Po con i comuni rivieraschi, la Provincia e la Regione. Vogliamo contribuire con le nostre idee, con l’esperienza maturata dalla Pro Loco nell’organizzazione di eventi come la Fiera dello Scalogno, Aspettando la rugiada di San Giovanni e PocaLoca.”
Ha citato l’amministrazione provinciale. Così ridotta nelle sue funzioni che contributo può dare?
“Con la Provincia è attiva una buona collaborazione. Pur essendo un ente di secondo livello può comunque esercitare un ruolo di coordinamento importante. Andrebbe ripensato il sistema degli enti locali, purtroppo la situazione a livello nazionale presenta altre urgenze da risolvere.”
I sindaci non possono fare miracoli per sviluppare occupazione, avete comunque in programma di favorire insediamenti produttivi sul vostro territorio?
“L’insediamento del gruppo Lameri è una testimonianza. Si tratta di una azienda che lavora cereali utilizzando alta tecnologia con un impatto ambientale vicino allo zero.
Vorremmo continuare sulla stessa strada, quindi no aree per la logistica, no a nuovi centri commerciali. Favoriremo sicuramente insediamenti per aziende manufatturiere a basso impatto ambientale”
Per tornare alla visione di futuro il sindaco Luca Quintavalla conferma che dal prossimo anno sarà avviato il percorso partecipato, per la stesura del nuovo Piano Urbanistico.
Un confronto e un provvedimento che segneranno il futuro di Castelvetro Piacentino.





