Liceo Artistico Cassinari in viale Dante?
L’ex preside Carli: ‘Le ragioni del No’

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carli bernardo
Carli con alcuni abitanti del quartiere Roma durante una festa

Associare il liceo artistico Bruno Cassinari al nome di Bernardo Carli è automatico, quasi un riflesso condizionato. L’ex preside ha accompagnato lo sviluppo della scuola nel corso degli anni, dalla ricerca di una sede appropriata, l’attuale di via Scalabrini, all’individuazione del nome da attribuire alla scuola, quello dell’artista piacentino Cassinari, appunto.
E oggi, che l’Artistico è nuovamente balzato agli onori delle cronache per un’ipotesi di trasloco dalla storica sede all’ex caserma dei Vigili del Fuoco in viale Dante, scatta il riflesso condizionato: che ne pensa Carli?
“Ci sono diverse ragioni – attacca l’ex preside – per considerare scellerata l’idea del trasferimento del liceo, riassumibili nella seguente affermazione: i licei artistici devono stare nei centri storici”. E Carli suffraga la tesi con dovizia di esempi, dalla constatazione che  il Cassinari accoglie studenti provenienti da almeno tre province ed è,  per usare un linguaggio da agenzia immobiliare, comodo-stazione, fino al pregnantissimo ruolo sociale e culturale che la scuola in generale e il liceo artistico in particolare debbono avere: “Via Scalabrini significa vicinanza al patrimonio storico-artistico della città, contiguità fisica con il Politecnico e con l’Urban Center e soprattutto immersione nel quartiere complesso e multietnico di via Roma, del quale solo una scuola di quel tipo può cogliere e sviluppare i contenuti di una nuova cultura”.
In che modo una scuola come l’Artistico può contribuire alla crescita di un quartiere?
“Ribadisco che i licei artistici devono rimanere all’interno dei centri storici, di cui si occupano attraverso lo studio dell’architettura e dell’arte; per questo hanno centralità nella vita culturale. Viale Dante è una via commerciale, non possiede valenze culturali, è scomoda per i ragazzi che arrivano da fuori. Tutte ragioni che mi fanno dire che questa scelta va contro l’educazione artistica. Inoltre, e rispondo alla  sua sollecitazione, l’allontanamento del liceo dal Quartiere Roma sancirebbe il depauperamento delle risorse di una zona nevralgica della città. La presenza dei giovani è un riferimento molto importante, soprattutto se si considera l’avviato progetto di riqualificazione Porta Galera 3.0 che ho sempre sperato potesse portare il quartiere a divenire il centro della creatività cittadina”.
Le amministrazioni pubbliche, Provincia e Comune, sottolineano due buone ragioni a sostegno del trasferimento del liceo in viale Dante: risparmio e sicurezza.
“E’ risparmio spendere 6 milioni di euro (per ristrutturare e adeguare l’ex caserma, ndr) per risparmiarne 250 mila l’anno? (Sapendo tra l’altro che forse il Seminario Vescovile sarebbe disposto a rivedere il canone in senso più favorevole alle casse pubbliche, ndr) Quanto alla sicurezza, poi, ricordo che nel 2007-2008 l’amministrazione provinciale investì 500 mila euro per un intervento di manutenzione straordinaria: messa in sicurezza di tutti gli impianti, eliminazione della barriere architettoniche, rifacimento delle controsoffittature. A distanza di pochi anni tutto è nuovamente a rischio? Si ripresenta un cogente allarme sicurezza? Via, un intervento del genere non può durare così poco…”
Par di capire che la pubblica amministrazione, compresa nello sforzo di permanente revisione di spesa (spending review), perda di vista gli obiettivi strategici, smarrisca la vision che dovrebbe informarne l’opera.
“Purtroppo – risponde Carli – da un po’ di tempo a questa parte quando la pubblica amministrazione si muove procura danni, in ispecie in tema di scelte urbanistiche. Sarebbe meglio si limitassero alla manutenzione delle strade e al soccorso dei bisognosi”.
Eppure il liceo artistico in via Scalabrini rientrò nel notevole sforzo di riqualificazione di una porzione di città un tempo poco attraente, riqualificazione che ha portato al recupero della Caserma della Neve (ospita il Politecnico), al recupero dell’ex Macello (Urban enter e Università), piazzale Libertà, eccetera. Non sempre la pubblica amministrazione…
“Sì, diciamo che un poco rimpiango gli anni del sindaco Vaciago. Aveva un progetto di città, una strategia di governo e da sindaco comprese benissimo il ruolo del liceo artistico, inclusa la necessità della sua ubicazione in centro storico. Fu un sindaco di carattere, intollerante della mediocrità”.

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