“La legittima difesa con il caso Peveri non c’entra nulla. Purtroppo il messaggio mediatico che è passato è stato un po’ fuorviante. Suggerirei di stare più attenti a quello che si dice, altrimenti la gente si fa idee sbagliate”.
Le parole del procuratore generale dell’Emilia Romagna Ignazio De Francisci – in visita alla Procura di Piacenza – sono inequivocabili: in un colpo solo sgombrano il campo da equivoci come la legittima difesa e anche – purtroppo – da una comunicazione che quasi sempre (lodevoli e perfino coraggiose, naturalmente, le eccezioni) ha cavalcato l’onda di un risentimento preoccupante: il bravo cittadino che si è difeso ed è duramente punito, il ladro, per di più straniero, libero e ricompensato. Come sappiamo non è così e fuorviante prima di tutto è stato parlare di legittima difesa.
E in riferimento all’intervento del ministro Salvini – in visita al detenuto nel carcere delle Novate per strumentalizzare politicamente la vicenda a favore della sua proposta di ‘ammorbidire’ la legge sulla legittima difesa – De Francisci ha quindi dichiarato: “Mi guardo bene dal commentare il comportamento del ministro degli Interni. Ho però letto le due sentenze, sia quella di primo che quella di secondo grado. E molto serenamente posso dire, come hanno già fatto in tanti prima di me, che la legittima difesa qui non c’entra nulla”.
“Tema, quello della legittima difesa, che tra l’altro non è stato posto nemmeno dalla difesa di Peveri – ha proseguito il procuratore generale – Come magistrati inquirenti emiliano romagnoli non vogliamo fare polemica e continuiamo a lavorare. Di sicuro quella dell’imprenditore piacentino resta una dolorisissima vicenda umana, vuoi per le conseguenze subite dall’imprenditore vuoi per quelle subite dal ladro”.

De Francisci – a Piacenza per un confronto con il procuratore capo Salvatore Cappelleri, il presidente del tribunale Stefano Brusati, la presidente della sezione civile Marisella Gatti e la presidente dell’Ordine degli avvocati Graziella Mingardi – ha trattato con i giornalisti anche i temi della carenza di sostituti procuratori nell’ufficio piacentino e del preoccupante aumento di reati a sfondo sessuale in regione. “Sicuramente esiste un problema d’organico nel pool di magistrati inquirenti – ha spiegato il procuratore – attualmente a Piacenza ci sono 5 sostituti procuratori, di cui 4 presenti. Ora sta per arrivare una giovane neo-collega fresca di concorso. Ma a mio avviso, vista la grande mole di lavoro che c’è nell’ufficio piacentino, occorre aumentare l’organico di una unità e arrivare a sei. Quello piacentino è un ufficio sottodimensionato e le sue esigenze non sempre sono state attentamente valutate rispetto all’organico”.
Per quanto riguarda l’emergenza reati a sfondo sessuale, De Francisi ha precisato: “E’ vero, registriamo un costante aumento dei reati a sfondo sessuale ma ciò non significa che le donne non possano più uscire di casa per il rischio di essere violentate. Occorre attenzione, certo. E’ un dato che ci preoccupa perché coinvolge anche molti minori. E in questa categoria comprendo i reati che si consumano in rete e lo stalking”. E sulla droga: “Resta un’emergenza da affrontare, soprattutto perché è molto alta la domanda. E forse bisognerebbe agire in primis su questo fronte”.




