Casa Lilla, realizzato lo spazio per curare i disturbi dell’alimentazione

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Mara Negrati.”A Piacenza sono 208 i pazienti in carico all’Asl,di cui 80 minorenni.  Presto organizzeremo incontri con i genitori dei giovani in cura all’interno dei “Gruppi di auto mutuo aiuto”

Negli anni si è parlato spesso di realizzare uno spazio semiresidenziale familiare e confortevole dedicato alle persone che soffrono di anoressia, bulimia e altre patologie legate all’alimentazione. Oggi Casa Lilla è diventata realtà: da metà maggio le persone affette da disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DAN) hanno, infatti, a disposizione un luogo idoneo per la terapia psicologica, organica, per la riabilitazione psico-nutrizionale ma anche per la socializzazione e la creatività.  Potrà ospitare fino a dieci pazienti al pasto assistito: si tratta di persone che hanno intrapreso un percorso di cura integrato e multidisciplinare inserito all’interno del dipartimento di Salute mentale e Dipendenza patologiche diretto da Massimo Rossetti. Anima del progetto è la dottoressa Mara Negrati – per anni responsabile dell’Unità operativa di Nutrizione clinica dell’Ausl di Piacenza – che ora presiede l’associazione Puntoeacapo che sostiene le famiglie dei ragazzi che soffrono di disturbi alimentari. “In Italia, sono circa 3 milioni le giovani che soffrono di disturbi del comportamento alimentare. A Piacenza sono 208 i pazienti in carico all’Ausl, dei quali 80 sono minorenni” afferma la dottoressa Negrati, che evidenzia il preoccupante abbassamento dell’età di esordio della malattia, “che spesso insorge anche sotto i 12 anni”. Puntoeacapo collabora con gli ambulatori per i disturbi del comportamento alimentare dell’Ausl per ragazzi sopra i 18 anni (di cui sono  responsabili le dottoresse Jessica Rolla e Monica Premoli), per i minori con gli ambulatori e il reparto di pediatria (di cui è direttore il prof. Giacomo Biasucci) e con gli ambulatori della Neuropsichiatria infantile. Responsabile del percorso è il dottor Massimo Rossetti.

Giardini e accesso indipendente – Casa Lilla è diventata a tutti gli effetti la nuova sede dell’attività di riabilitazione psico nutrizionale per i disturbi del comportamento alimentare: è situata all’interno del nucleo antico dell’ospedale Guglielmo da Saliceto ma ha un accesso indipendente (da via Campagna), dal quale le ragazze possono accedere autonomamente. Dispone di un’area con porticato dove è possibile pranzare all’aperto, e di due ampi giardini dove svolgere attività ricreative. All’interno sono presenti diverse aree comuni: una stanza per il pasto assistito (dove avviene la riabilitazione psiconutrizionale progressiva con un piano alimentare personalizzato), un ambulatorio medico, uno studio per la dietista e due studi per le psicologhe. Si avvale di un’equipe multiprofessionale che collabora con altre figure professionali (psichiatra, neuropsichiatra infantile, medici di famiglia e psicologi dei servizi territoriali). Per realizzare la struttura residenziale, l’Ausl di Piacenza (con l’ingegnere Valerio Tagliaferri), ha ristrutturato una porzione dell’area monumentale del nucleo antico dell’ospedale. Il Rotary Club Piacenza ha messo a disposizione la professionalità del socio architetto Carlo Ponzini (che ha realizzato il progetto di ristrutturazione) e ha contribuito (in particolare con il sostegno della società MAE di Fiorenzuola) a finanziare parte dell’opera.

Percorsi integrati e specifici – In concomitanza con l’apertura di Casa Lilla, Puntoeacapo auspica che anche all’interno del Pronto soccorso di Piacenza, “possa essere avviato il “Percorso Lilla”, che introduce interventi specifici per l’accoglienza, il triage, la valutazione e il trattamento del paziente con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione”. Altra novità saranno i “Gruppi di auto mutuo aiuto”: “All’interno di Casa Lilla – afferma la dottoressa Negrati – organizzeremo incontri tra genitori che – con l’aiuto di un facilitatore e di uno psicologo a tutela delle dinamiche di gruppo – si supporteranno nell’affrontare le diverse fasi della malattia”. La presidente di Puntoeacapo ricorda infine le battaglie che l’Associazione porta avanti: “Chiediamo – insieme al Coordinamento nazionale – che il Fondo per il contrasto dei disturbi legati all’alimentazione diventi strutturale, per garantire il diritto di cura”. Puntoeacapo è contraria all’introduzione del reato di istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare anoressia o bulimia: “La repressione – conclude Negrati – non rappresenta la soluzione al problema. Sappiamo che queste persone sono a loro volta vittime, perchè malate. Dobbiamo invece procedere con programmi psicoeducativi nelle scuole, attività nella quale la nostra Associazione è in prima linea da anni”. 

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