Servizi triplicati e borse viveri raddoppiate: la crisi economica morde ancora e quella ripresa tanto annunciata, tarda a farsi sentire in quella fascia di popolazione collocata ai margini. ‘Dal 2009 ad oggi abbiamo triplicato i servizi alle famiglie ed abbiamo avviato numerosi progetti finalizzati ad intervenire sui diversi aspetti del disagio: sociale, sanitario, psicologico e lavorativo. A crescere fortemente è, infatti, la complessità delle richieste di aiuto che riceviamo e che ci impone di intervenire offrendo servizi in rete tra loro, al fine di accompagnare le persone lungo un percorso a 360 gradi’, afferma Giuseppe Chiodaroli, direttore della Caritas Diocesana Piacenza Bobbio.
Negli ultimi dieci anni la situazione è notevolmente cambiata sul territorio piacentino: ‘Abbiamo aperto la mensa serale ed eroghiamo 140 pasti al giorno, un numero triplicato rispetto al 2009’, aggiunge il direttore della Caritas piacentina, che sottolinea l’aumento delle persone senza fissa dimora, ‘che oggi sono oltre 400 sul territorio locale’. A raddoppiare sono anche le ‘borse viveri’: ‘Consegniamo oltre 500 borse viveri al mese (contenenti pasta, olio, latte, zucchero, farina, detersivi, detergenti e generi di prima necessità) prosegue Chiodaroli, che ricorda: ‘Il nostro vescovo, Mons. Gianni Ambrosio negli anni scorsi ha attivato il Fondo per le famiglie in difficoltà, (a cura della Diocesi e della Fondazione di Piacenza e Vigevano) che ha coinvolto molti privati e numerose aziende del territorio. Grazie a tale iniziativa abbiamo raccolto oltre un milione di euro e accompagnato numerose famiglie ad uscire dalla crisi economica’. Dopo dieci anni, però, le difficoltà sono ancora tante: ‘La ripresa c’è ma riguarda una fascia di popolazione colpita solo marginalmente dalla crisi. In realtà, crescono le situazioni di disagio, e i cosiddetti ‘nuovi poveri’ sono in costante aumento: si tratta – evidenzia Chiodaroli – di anziani soli, di famiglie monoreddito o mono-genitoriali, di giovani senza lavoro e di lavoratori precari dal futuro incerto. Per tutti questi motivi la Caritas Diocesana di Piacenza e Bobbio ha attivato in questi anni importanti progetti finalizzati ad aiutare le persone a recuperare la propria dignità attraverso il lavoro.
Casa per le pene alternative
Verrà inaugurata a Cadeo il prossimo autunno: ‘Il progetto è frutto di un percorso avviato tre anni fa dalla Diocesi di Piacenza e Bobbio per aiutare la popolazione carceraria nell’inserimento lavorativo. Sappiamo che il rischio di recidiva per chi esce dal carcere è pari al 70%: con questo progetto – spiega il direttore della Caritas piacentina – intendiamo offrire (per un tempo determinato), tirocini e percorsi di accompagnamento per il reinserimento sociale degli ex carcerati’.

Case tra le Case
‘Si tratta di un progetto che sta ottenendo buoni risultati e grazie al quale offriamo ad alcune famiglie che hanno subito uno sfratto, la possibilità di alloggiare (per un breve periodo), in alcuni appartamenti con un contributo contenuto, in accordo con i proprietari degli immobili. Grazie al progetto, – spiega Chiodaroli – abbiamo accompagnato le famiglie passo dopo passo a rientrare con le spese e a recuperare un alloggio’.
Progetto Mobilio
A novembre verrà inaugurato in via I Maggio, il primo Emporio solidale destinato alle famiglie in difficoltà. Il progetto, finanziato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, nasce in sinergia tra più soggetti del territorio: Comune di Piacenza, Caritas di Piacenza e Bobbio, Svep, Auser e Croce Rossa, che si sono riuniti nell’associazione ‘Emporio Solidale Piacenza Onlus. Il direttore della Caritas sottolinea il percorso di ascolto e di accompagnamento che la neonata associazione offrirà alle famiglie bisognose, ‘aiutandole a recuperare la propria autonomia’. Accanto al ‘supermercato solidale’ destinato ai generi alimentari, verrà realizzato un capannone (gestito dalla Caritas) dedicato alla raccolta di mobili e arredi recuperati dai privati e donati alle famiglie in difficoltà, con possibilità di usufruire anche di un laboratorio di falegnameria per la sistemazione del mobilio. Verrà realizzata inoltre una vetrina espositiva che sarà a disposizione di tutti i cittadini, con possibilità di acquisto degli arredi tramite offerta.
Lavor-Io
Grazie a questo progetto, sono stati avviati percorsi personalizzati di reinserimento sociale e lavorativo attraverso l’attivazione di voucher (tirocini e contratti di lavoro) in partnership con il patronato Acli e il Consorzio Mestieri.
Agricoltura sociale
A Cadeo, in una casa con terreno di proprietà del Collegio Alberoni, prosegue il progetto di integrazione e di inserimento lavorativo di alcune famiglie di richiedenti asilo politico, che hanno deciso di costruirsi un futuro in Italia e che vengono impiegati nella coltivazione di frutta e ortaggi: ‘Sul tema dell’integrazione c’è poca attenzione. Con questo progetto intendiamo sviluppare una tematica molto importante ed attuale: ne parleremo il prossimo 13 ottobre in occasione del convegno annuale della Caritas Diocesana’.




