
Ha preso il via il progetto “Energia in comune”, il nuovo fondo solidale che sosterrà le famiglie in difficoltà con il pagamento delle bollette di luce e gas. “Attraverso il progetto – che è stato realizzato in rete sul territorio – abbiamo a disposizione una somma importante – pari a 300mila euro – che permetterà di aiutare circa mille famiglie che si trovano in seria difficoltà nel pagamento delle utenze domestiche”, afferma Mario Idda, direttore della Caritas diocesana di Piacenza – Bobbio. “Energia in comune” – aggiunge – è un progetto pilota a livello nazionale perché affianca al sostegno economico un percorso educativo sull’uso consapevole dell’energia domestica”. Il progetto è promosso da: Fondazione di Piacenza e Vigevano, Fondazione Banco dell’energia, Comune di Piacenza, Diocesi di Piacenza-Bobbio, Provincia di Piacenza, Camera di Commercio, Federconsumatori, Banca di Piacenza e Crédit Agricole. Le famiglie possono presentare domanda di contributo presso il Centro di ascolto della Caritas Diocesana, le Caritas Parrocchiali e presso gli sportelli dei servizi sociali del Comune di Piacenza (InformaSociale e InformaFamiglie) e dei Comuni del territorio provinciale che aderiscono al progetto. “Le domande – spiega il direttore Idda – verranno valutate da una Commissione che si riunirà entro la prima settimana di luglio. La settimana successiva Caritas provvederà a saldare le bollette (senza trasferimento di denaro) ai destinatari del percorso”. La Commissione valutativa sarà composta da: Caritas, Comune di Piacenza e Federconsumatori e i Comuni della Provincia che aderiscono al progetto. Successivamente le famiglie verranno inserite in un percorso di educazione all’uso consapevole dell’energia: “Il sostegno economico viene accompagnato da un percorso di educazione alla lotta allo spreco e alla promozione delle buone prassi di economia domestica. Per raggiungere tale obiettivo, Banco Energia e Federconsumatori organizzeranno sul territorio incontri formativi tenuti da appositi “Tutor per l’energia domestica” (Ted) che sensibilizzeranno le famiglie ad un consumo consapevole di energia domestica”. “Energia in comune” interesserà anche le aziende: al fondo iniziale di 300 mila euro si aggiungono infatti 200 mila euro messi a disposizione dalla Camera di Commercio per l’attivazione di un bando destinato alle piccole e medie aziende del territorio, al fine di supportare le realtà economiche locali in difficoltà con il ‘caro bollette’.
Emergenza casa e lavoro – Il progetto “Energia in comune” nasce dall’esperienza di “Insieme Piacenza”, il fondo welfare che si è costituito a luglio 2020 (in seguito alla pandemia da covid-19) e e che in soli tre anni ha stanziato 1,7 milioni di euro per situazioni di emergenza di povertà e microcredito. I soggetti promotori intendono proseguire il percorso intrapreso con nuove sinergie sul territorio in tema di emergenza abitativa e lavorativa: “Le emergenze non sono finite. Diventa sempre più necessario agire in rete tra tutti i soggetti che operano sul territorio”, afferma il direttore della Caritas piacentina, che sottolinea: “La guerra in Ucraina e il caro-energia si sommano ad un contesto sociale già in forte difficoltà. Gli alloggi e i dormitori Caritas sono saturi e non riusciamo a dare risposte adeguate alle richieste che riceviamo quotidianamente”. Caritas giornalmente mette a disposizione 26 posti letto per senza fissa dimora e offre un’abitazione a circa 30 famiglie grazie al progetto “Casa tra le Case”. Nato nel 2016, il percorso aiuta le famiglie a recuperare la propria autonomia: “Oggi – a distanza di sette anni – oltre il 90% delle famiglie aiutate ha recuperato la propria indipendenza ed è potuta rientrare nelle proprie abitazioni. Per questo motivo – aggiunge il direttore Mario Idda – stiamo ragionando a nuove soluzioni con le istituzioni, le associazioni di categoria e i proprietari di immobili, al fine di offrire risposte adeguate e garanzie ai proprietari degli alloggi”. Altra tematica oggetto di confronto sul territorio è quella lavorativa: “Viviamo una situazione di anomalia a cui dobbiamo dare risposte urgenti. Stiamo cercando insieme alle associazioni di categoria di offrire risposte adeguate alle richieste che provengono dalle aziende affinché le persone senza lavoro – aggiunge Idda – possano specializzarsi (tramite corsi specifici) nelle mansioni richieste. Sono fiducioso che si possa raggiungere presto un accordo tra tutti i soggetti coinvolti”.




