di Roberta Suzzani – «Ci siamo già messi di traverso. Questa legge è un danno per l’economia del nostro e di tanti altri territori. Il rischio di strozzare realtà già duramente provate dalla crisi è palese. Come si fa a non vederlo?» Una levata di scudi, questa contro la norma recentemente approvata dalla Regione Emilia Romagna per regolamentare i mercatini di hobbisti, che Fabio Callori, primo cittadino di Caorso, non ha intenzione di abbassare.
Troppo restrittiva, è l’accusa che molti muovono al provvedimento regionale che, in assenza di una legge nazionale, «riempie un vuoto, ma nel modo sbagliato», commenta il sindaco della Bassa.
«Lo stesso assessore al Commercio Maurizio Melucci l’ha definita “la più restrittiva d’Italia”. E’ necessario mettere un freno agli abusi in questo settore – ammette Callori – ma così si rischia di fare più danno che portare giovamento».
L’indice è puntato sulla rete di limitazioni imposte agli hobbisti che non potranno vendere (ma neppure esporre) più di un oggetto con un prezzo superiore a 100 euro. Per prendere parte ai mercatini, inoltre, gli hobbisti dovranno richiedere al proprio Comune di residenza, previo pagamento di 200 euro, un tesserino che consentirà la partecipazione a dieci manifestazioni all’anno, per un massimo di due anni nell’arco di ogni quinquennio. Ciascun hobbista dovrà conse gnare al Comune, in occasione della vidimazione del tesserino, l’elenco completo dei beni che intende vendere, barattare, proporre o esporre e il relativo prezzo (l’elenco non può superare il valore di mille euro).
«I rischi legati all’entrata in vigore di questa norma, che è prevista per il 1 gennaio del prossimo anno, sono principalmente due. Il principale, e parlo per il territorio di Caorso ma sono coinvolte anche Pontenure, Carpaneto, Borgonovo, Fiorenzuola tanto per fare qualche esempio della nostra provincia, è che il giro di affari che i mercatini di hobbisti portano con sé, vada a riversarsi su altre regioni. So che alcuni comuni della Lombardia hanno già preso contatto con gli espositori per proporgli la propria “piazza”. Senza espositori, questo è bene chiarirlo, i mercatini finiranno con il morire e con loro muore tutto l’indotto. A essere danneggiati, quindi, non sono gli hobbisti che possono trovare riparo altrove, ma i commercianti e gli esercizi pubblici. Senza parlare poi delle ricadute in termini di turismo che queste manifestazioni portano con sé. A luglio, dopo che in molti avevano la loro preoccupazione in merito, ho convocato una riunione pubblica e ho assicurato che non applicherò la legge».
Come Davide contro Golia, il sindaco Callori, ha dichiarato guerra alla Regione. Al suo fianco si è schierata l’Anci (Associazione nazionale Comuni Italiani). «Ho sollecitato l’associazione a farsi carico del problema coinvolgendo tutti i Comuni interessati. L’obiettivo è di far inserire nella legge un emendamento che conceda maglie più larghe per realtà con caratteristiche particolari ancora in fase di valutazione. E’ partita la raccolta di firme necessarie per la presentazione della richiesta di emendamento e al nostro fianco abbiamo commercianti, baristi e ristoratori. Il mercatino degli hobbisti per Caorso è una tradizione che dura da 20 anni e che richiama dai 150 ai 170 espositori. Per non parlare dei visitatori che sono migliaia. Persone che portano economia sul territorio e che, se non lo conoscono, lo apprezzano e tornano a visitarlo anche in altre occasioni. Non abbiamo intenzioni di arrenderci. Questa legge va cambiata.




