Calcio: Piacenza in affanno10 giorni per riprendere a correre.

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piacenza esteChiude al terzo posto il Piacenza al termine della stagione regolare della Serie D; stesso piazzamento dello scorso anno quando allora fu l’Olginatese a bruciare la piazza d’onore ai biancorossi. Ora pero’ i presupposti paiono diversi, una stagione or sono i ragazzi di Viali si presentarono al primo spareggio promozione in ottime condizioni fisiche ma furono bruciati immediatamente dal Sergno per una mesta quanto traumantica eliminazione dalla corsa promozione. Il mutato regolamente permette a De Paola qualche giorno in piu’ di riposo per una squadra che nell’ultimo mese ha dato evidenti e reiterati segni di tenuta fisica in riserva ma il mancato secondo posto complica non poco la corsa quantomento alle semifinali nazionali che darebbero qualche chanche in piu’ in caso di ripescaggio nei “pro”; sara’ infatti verosimilmente l’Este ad incrociare di nuovo i tacchetti del Piacenza fra 10 giorni sul campo del Garilli, un’avversario che sia all’andata che al ritorno e’ stato mal digerito dalla truppa dei Fratelli Gatti puniti a gennaio con un sono 1-4 e costato la panchina a Monaco ed inchidati un un sofferto 0-0 nell’ultima di ritorno che invece ha compromesso il miglior piazzamento play-off. Il Piacenza sta visibilmente pagando una rimonta forsennata che nel girone di ritorno l’ha portata dal sesto al secondo posto, De Paola ha lavorato molto al suo arrivo sull’intensita’ difensiva e sulla corsa cercando di sopperire al gap tecnico con una predisposizione alla corsa superiore agli avversari: cio’ ha comportato di conseguenza un dispendio di energia che inevitabilmente si sta riflettendo sulle gambe dei giocatori. Particolarmente sensibile e’ la zona nevralgica del campo in cui il modulo 4-3-3 impone un sacrificio ulteriore sia in fase di protezione della difesa che di ribaltamento offensivo a supporto delle due ali alte; Corso, Mauri e Saber interpreti maggiormente utilizzati in questo reparto sono quelli a maggior rischio stanchezza; il primo dopo un’inizio ai margini della squadra e’ divenuto titolare inamovibile come mediano incontrista davanti alla difesa, il secondo e’ l’elemento di maggior talento della squadra e paga forse un ruolo di mezz’ala di centrocampo non propriamente adatto alle sue qualita’ di incontrista di centrcampo e di facilita’ di rilancio dell’azione sacrificato in un ruolo piu’ di fatica e di corsa, il terzo invece arrivato come trequartista e’ letteralemente esploso come interno di centrocampo ma e’ costretto anch’elgli a sfiancarsi in un ruolo di copertura e di disimpegno in entrambe le fasi di gioco. De Paola ha di fronte due soluzioni: o un cambiamento di modulo tornando all’iniziale 4-2-3-1 per riportare Mauri al centro delle mediana e dando fiducia al quei giocatori di centrocampo meno impegnati come Orlandi e Montanari.

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