
Per quelli in ascolto, pronti ad accogliere nuovi mezzi contemporanei e futuri per il benessere psico-fisico e per una maggiore consapevolezza e empowerment saranno lieti di sapere che ebbene si! Si può raggiungere il Nirvana anche a Piacenza.
La mia pratica Buddista nasce a Londra attraverso l’incontro del Buddismo di Nichiren Daishonin (monaco buddista giapponese 1222-1282) e dall’associazione laica Soka Gakkai (SGI) presente in tutto il mondo.
Ho capito il termine ‘Fede’ e ho applicato i suoi principi grazie a questa filosofia, l’ho attuato non solo in termini buddisti ma anche cattolici, essendo nata e cresciuta in una famiglia cattolica e credente, e avendo ricevuto tutti i crismi spesso mi capita di recitare una preghiera e non solo mantra.
Ho raccolto diverse testimonianze per aiutarmi in questa ricerca e comprensione di come sviluppare al meglio la conoscenza e cura di sé, ripeto senza dover andare a Bali e fingersi Julia Roberts in Eat, Pray, Love. Perché di fatto la prima cosa che ci insegnano tutte queste pratiche è come ancorarci, come far germogliare delle radici ben solide per poi fiorire esattamente dove si è, nel contemplare la nostra presenza in questo istante di tempo, nell’accettare la fine e l’inizio di oggetti, cose, persone, parole, immagini e situazioni in un susseguirsi…con distacco e abbandonando lo stato perenne di sofferenza che ci accompagna, di nascita e morte, per raggiungere l’illuminazione. Radicarci in noi stessi, compiere movimenti e respiri che portano uno stato fisico e chimico che ha effetto su di noi e che riverbera nell’ universo.
In una successione di pubblicazioni presenterò tre luoghi chiave per il conseguimento della gioia:
Il Centro Yoga Anahata in Via Scalabrini 19 (Articolo pubblicato il 17 Aprile 2025), Centro meditazione Pian dei Ciliegi Località Montesanto 1 Ponte dell’Olio e il gruppo della Soka Gakkai di Piacenza che si snoda nei vari quartieri (Articolo che segue qua sotto).
Ringrazio il Maestro Riccardo Grosso del Centro Anahata, Il Sig. Tonino Meditante del Centro Pian dei Ciliegi e alcuni membri storici della SGI Piacenza Achille e Simona.
La Soka Gakkai in giapponese “società per la creazione di valore” è una scuola laica buddista giapponese i cui insegnamenti si sono diffusi in tutto il mondo. Si pone l’obiettivo del raggiungimento della pace nel mondo, kosen rufu, tramite la rivoluzione umana di ciascun individuo. È presente in 192 paesi del mondo, in Giappone conta più di 10 milioni di fedeli e in Italia abbiamo superato i 100.000 praticanti. Partiamo dal buddismo di Shakyamuni buddha, considerato il fondatore storico del buddismo e poi sviluppato e approfondito da Nichiren Daishonin monaco che visse nel 1200. È un’associazione laica che si dedica alla pace, è anche un’onlus all’ ONU da molti anni, si dedica oltre che alla pace alla cultura e all’ educazione.
Achille si converte al buddismo della Sgi 30 anni fa. Non era alla ricerca ma grazie a un incontro con un suo amico, già membro da qualche anno, desta curiosità in lui. Al primo meeting d’incontro coglie la profondità e laicità dell’insegnamento di Nichiren Daishonin; che spiega come qualsiasi persona possa costruire una vita perfettamente realizzata grazie alla sua pratica assumendosene la responsabilità, indipendentemente dalle proprie qualità e dalle circostanze esterne.
Simona conosce la pratica attraverso una sua compagna di corso in università. Ai tempi la sua collega di corso aveva problemi di dipendenza. Quando le parlò di buddismo vide subito un cambiamento, era una persona un po’ scapestrata…dopo tre mesi che praticava vide un’altra persona; molto più tranquilla, a modo, vestita bene, con un filo di trucco.
Per curiosità, dopo aver osservato questa trasformazione Simona decise di attendere un meeting.
Il buddismo affascina da subito per i suoi principi, non si fa fatica a perseverare nella pratica nonostante l’impegno richiesto.
Il buddismo di Nichiren parla di prova concreta che bisogna raggiungere, la prova concreta è dettata prevalentemente da obiettivi da realizzare. La pratica comporta la preghiera sia al mattino che la sera, lo studio e ricerca tramite i libri e le riviste dell’associazione. Non essendo una pratica egoistica, prevede anche che ci si sostenga mutualmente con gli altri praticanti, ma anche con le persone che non praticano e a cui fai Shakubuku (divulgare questo buddismo).
Achille racconta di una pratica molto semplice e alla portata di tutti ma che richiede anche grande impegno e partecipazione; recitava il mantra Nam Myoho Renge Kyo e leggeva avidamente tutte le pubblicazioni dell’associazione.
A cavallo degli anni 2000 vive per quattro anni all’ estero, proprio in quegli anni riesce a dare prova concreta dell’universalità di questo insegnamento. Qualcosa era cambiato; le sue tendenze negative cominciavano ad ammansirsi, le sue reazioni istintive rivelavano una nuova e più autentica umanità e le difficoltà si dissipavano, non sentiva più quel peso soverchiante come in passato.
Recitando di fronte al nostro oggetto di culto si alza il nostro stato vitale e quindi ci mettiamo in armonia con tutto l’universo e con tutto ciò che ci sta attorno. Attraverso la nostra sincerità e la nostra determinazione, dal nostro profondo emergono sia il coraggio per affrontare le situazioni e i problemi che ci capitano e anche la saggezza che ci permette di mettere delle azioni appropriate per la realizzazione dei nostri obiettivi. Il buddismo non è una religione o filosofia di vita che ti indica un codice di comportamento. Il buddismo è una religione che rafforza il potere che ognuno di noi ha in sé, ci aiuta ad usare tutte le risorse che sono a nostra disposizione sia spirituali che intellettuali, questo per creare valore sia nella propria vita che nella vita degli altri, è un insegnamento aperto alla speranza che da grande speranza, è concreto perché ci permette di trasformare il nostro ‘io’ ma anche la società attraverso un profondo cambiamento interiore. Come buddisti ci mettiamo alla prova tutti i giorni cercando di acquisire nuove capacità, nuovi modi di pensare, è un percorso di auto-riforma cercando di sviluppare ogni giorno sia la tenacia che il coraggio e la compassione.
La missione di noi buddisti è individuale ma collettivamente si rivolge nell’ incoraggiare gli altri nel trasformare la propria sofferenza.




