Bruno Galvani, Comitato salva ospedali:
“Basta demagogia, servono risposte concrete”

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L'ospedale di Fiorenzuola
L’ospedale di Fiorenzuola

“Ma qui si fa a gara con il candidato sindaco di Piacenza Stefano Torre a chi la spara più grossa? Almeno lui lo fa per esorcizzare un certo modo di fare politica, che si basa prevalentemente sull’annuncio fine a se stesso e sempre spropositato. Ma quando l’amministrazione di Fiorenzuola annuncia un prossimo collegamento fra il Parco Lucca e il futuro centro di riabilitazione, che messaggio politico si vuol far passare?”.
Cosi Bruno Galvani presidente della Fondazione Anmil onlus ed impegnato nella lunga contrapposizione fra il coordinamento dei comitati piacentini nati per la difesa della sanità pubblica interviene sulla vicenda, non ancora conclusa, dello spostamento nella costruenda palazzina dell’ospedale di Fiorenzuola dell’unità spinale di Villanova sull’arda. “La ferita della decisione, per noi sbagliatissima, di smantellare l’attuale centro di riabilitazione per portare il tutto a Fiorenzuola è ancora troppo aperta per sopportare senza intervenire questi annunci tendenziosi.
llora diciamolo ancora una volta: benissimo che si riqualifichi il Parco Lucca per tutti i cittadini che vorranno utilizzarlo e ancora meglio che lo si faccia coinvolgendo direttamente gli studenti dell’istituto geometri ma renderlo a tutti accessibile, ma non facciamo credere ai cittadini che questa sia la idonea risposta alla decisione di privare i futuri degenti di una fondamentale area verde come è presente da sempre a Villanova e che non ci sarà nel nuovo “carcere”.  Il parco Lucca dista oltre 300 metri dal futuro reparto di riabilitazione e per arrivarci bisogna costeggiare una strada trafficata e questo disincentiverà anche chi avrebbe il desiderio di ritrovare se stesso in un luogo naturalistico. Senza contare che nessuno darà mai il permesso a chi sarà li ricoverato di uscire e liberamente andare a zonzo.
Invece di “vendere fumo” ci piacerebbe che il sindaco Gandolfi si premurasse di rendere veramente attuativa la mozione che lui, insieme ai colleghi Veneziani e Pasquali, ha presentato durante la famigerata riunione della Conferenza socio sanitaria che ha approvato il piano di riordino ospedaliero (che ha tagliato ben 40 posti letto sul distretto di Levante, decretato la morte del “G.Verdi” di Villanova, ridimensionato l’ospedale di Castel san Giovanni e declassato quello di Bobbio).
Che fine ha  fatto la loro richiesta di interventi immediati sull’unità spinale di Villanova, tra i quali l’individuazione di uno specialista in urologia da destinare alla struttura in tempi brevissimi o meglio “già da domani” come si è affermato in modo demagogico quel giorno? O era solo, anche questa ed ancora una volta, politica dell’annuncio, tanto poi chi si ricorda?”.

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