“La nuova legge regionale sulla bonifica cerca di blindare i Consorzi, giustificando la loro contribuenza”. È il giudizio di Confedilizia di Piacenza sulla normativa approvata dalla Regione Emilia nei giorni scorsi. Confedilizia rileva, anzitutto, che quanto diffuso, e cioè che le somme riscosse con la contribuenza in montagna dovranno essere reinvestite in montagna, è vero solo parzialmente. Infatti, il testo approvato dall’Assemblea (a differenza di quello iniziale) prevede che quel principio valga “fatta salva la quota proporzionale relativa alla copertura delle spese generali di funzionamento del Consorzio” (che saranno determinate dallo stesso Consorzio…). “Eclatante” la Confedilizia piacentina giudica poi il trattamento riservato alla città di Piacenza. Prima delle ultime elezioni amministrative si era infatti diffusa la notizia che “gli immobili siti nelle aree urbane” sarebbero stati esonerati dalla contribuenza. Il testo approvato ora prevede invece che resti in questo caso fermo “l’obbligo della corresponsione del contributo di bonifica in relazione al beneficio di difesa idraulica ove presente”. È un emendamento – a giudizio di Confedilizia – che sembra fatto apposta per cercare di mettere in sicurezza la possibilità del Consorzio piacentino di continuare a riscuotere la contribuzione dalla città di Piacenza. Infatti, attraverso la gestione dei canali diversivi, il Consorzio pretende di difendere idraulicamente la nostra città, e così – è facile prevederlo – continuerà a imporre la contribuenza ai cittadini di Piacenza. Al proposito, Confedilizia ricorda invece che il Tribunale di Piacenza ha già deciso, con una elaborata sentenza, così come la Commissione tributaria provinciale in più occasioni, che i diversivi non giustificano l’imposizione della contribuenza. Ancora, Confedilizia ricorda che ogni responsabilità per l’imposizione della contribuenza in parola è in ogni caso da ascriversi alla Regione, che consegna le opere di bonifica costruite dallo Stato, a proprie spese, nella prima metà del secolo scorso al Consorzio, invece che al Comune di Piacenza (che le reclama da decenni): così, il Consorzio impone una contribuenza annua di circa 2 milioni di euro alla sola città di Piacenza, per una spesa di manutenzione delle opere in questione che il Comune di Piacenza aveva a suo tempo calcolato in circa 40 mila euro odierni.
Confedilizia (“a parte altri aspetti, che – come i precedenti – continueranno ad essere giudizialmente contestati”) sottolinea poi l’evidente forzatura che la Regione nell’ultima legge ha fatto, a proposito del concetto di beneficio. La Cassazione – in due sentenze a sezioni unite – ha precisato che il beneficio deve essere non solo “diretto e specifico” (come recepito nella legge regionale) ma anche “incrementativo” del valore dell’immobile sottoposto a contribuenza. “Particolare, questo, volutamente omesso dalla Regione (alla quale, pure, era stata fatta notare la cosa), in spregio a quanto deciso addirittura dal massimo organo giurisdizionale italiano e nella sua massima composizione, in due sentenze”.
Confedilizia conclude così: “È desolante che, nell’ambito di tutta l’Assemblea, contro una legge così partigiana a favore dei Consorzi si sia espresso solo un consigliere del Pdl, il piacentino Pollastri, che ha condotto una battaglia in favore del rispetto delle decisioni dei giudici tanto generosa quanto solitaria, essendosi persino l’opposizione solo astenuta, pur a fronte dell’evidenza dei fatti come sopra sottolineati e pur a fronte della reiezione della proposta di legge in materia approvata in Consiglio provinciale a Piacenza”. “Altrettanto desolante” la Confedilizia piacentina definisce poi il comportamento delle associazioni di categoria che, nelle ultime elezioni consortili, “sono salite sul carrozzone del Consorzio”, non avendo ad oggi – che risulti – fatto alcunchè “a favore della riconduzione ad equità, oltre che al rispetto della legge, della contribuenza”. Confedilizia raccomanda ai contribuenti di “ricordare a tempo debito quanto evidenziato”, sottolineando che tiene il testo della legge a disposizione di ogni interessato presso la propria sede di via Sant’Antonino 7.




