L ’approvazione definitiva del Psc (prevista per inizio 2013) sarà solo il più importante tra i numerosi impegni che attendono l’amministrazione comunale dopo la pausa estiva. A prospettare un autunno ‘caldo’ sono tantissime questioni sulle quali abbiamo fatto il punto con il neo assessore comunale a Pianificazione e rigenerazione urbana Silvio Bisotti, i cui compiti spazieranno tra molti ambiti: da Urbanistica e territorio a Demanio e patrimonio, dallo sviluppo dei progetti “Smart City” ai rapporti con il Consiglio Comunale.
“Chiusa la Conferenza di Pianificazione nel dicembre scorso, l’amministrazione comunale – spiega Bisotti – è in grado di presentare sia il Psc (che disegna i criteri di sviluppo urbanistico di Piacenza per i prossimi anni) sia il Rue (che delinea l’applicazione operativa dello stesso Psc). Salvo eventuali cambiamenti (che saranno valutati nel ritiro di Giunta di fine agosto), l’orientamento è proseguire su quanto deciso, anche perchè riteniamo siano state fornite risposte a tutte le istanze presentate nelle memorie delle associazioni e dei cittadini. In autunno il Psc andrà quindi in Consiglio Comunale per l’adozione. Dopo questo passaggio ci saranno comunque ancora 60 giorni a disposizione per ulteriori osservazioni al documento, infine si andrà all’approvazione definitiva: se tutto andrà come previsto, l’iter dovrebbe chiudersi entro gennaio del prossimo anno. Tra i possibili ritocchi attinenti al settore edile, sarà valutato – anticipa l’assessore – l’inserimento nel Rue di criteri incentivanti sia attraverso volumetrie compensative che attraverso riduzione degli oneri per chi voglia recuperare immobili vetusti e/o puntare su qualità e miglioramento delle classi energetiche”.
Sulla complessa questione delle aree demaniali, Bisotti ricorda che “Piacenza è stata tra i primi Comuni ad aderire al federalismo demaniale, ed è pronta a sottoscrivere la convenzione con l’Agenzia del Demanio relativamente alla possibilità di valorizzare 12 immobili (non solo caserme) che potrebbero essere recuperati ad altro uso – con cessione a privati – tramite un cambio di destinazione”.
Ancor più spinosa è la questione delle aree militari: “Al momento – osserva l’assessore – è tutto fermo: il Psc contiene un’ipotesi di valorizzazione di queste aree, ma è chiaro che tutto dipende dai ‘via libera’ dell’autorità militare, e senza dimenticare di considerare che a Piacenza l’ex arsenale è ancora una realtà produttiva che occupa 6/700 dipendenti”.
In questo quadro rientra ovviamente l’area della Pertite: “Nel Psc lo spirito (più che la lettera) del referendum è rispettato, perché è legittimo e condivisibile ambire ad avere un polmone verde in più per la città, tuttavia – chiosa Bisotti – da lì a trasformare le aspettative in realtà servono ancora diversi passi, la cui graduazione nel tempo (penso al bando di bonifica dell’area, predisposto dalla Difesa) è lungi dall’essere definita”.
Più vicina potrebbe essere invece la definizione del ‘Piano per le Città’ nazionale, a lungo sollecitato dai principali stakeholders del comparto e finalmente lanciato dal ministro Passera: “Tramite l’Anci – conferma l’assessore – abbiamo inviato 6/7 progetti dislocati in varie aree di Piacenza, con l’obiettivo di cofinanziare interventi privati nella nostra città tramite il sostegno del Governo. In totale abbiamo chiesto 20 milioni di euro: sarà improbabile ottenerli tutti, ma qualcosa dovrebbe arrivare”.
Tra i temi che scalderanno di più gli animi, avvicinandosi l’autunno, è facile prevedere una ripresa del dibattito su Palazzo Uffici. Il mega-progetto a cui ambiva il precedente sindaco Roberto Reggi, che puntava ad unificare in una nuova struttura tutti gli uffici comunali, si scontra con una realtà diversa da quella durante la quale fu partorito: “L’evoluzione del mercato immobiliare, la difficoltà di ottenere il breakeven con i possibili conguagli (immobili in permuta) per i privati che decidessero di investirci i 20 milioni di euro necessari e le difficoltà nell’accesso al credito – spiega Bisotti – impongono di ampliare le ricerche a livello italiano ed internazionale per capire se ci siano soggetti in grado di sostenere uno sforzo di questo tipo. Faremo questa analisi tra agosto e settembre: se non fosse possibile realizzare il Palazzo Uffici unificato valuteremo ipotesi alternative in grado comunque di assicurare una adeguata razionalizzazione, pur rinunciando ad un progetto decisamente più ambizioso”.
Venendo a singole aree cittadine, molta curiosità suscitano le prospettive che si aprono per Piazza Cittadella, riguardo alla quale Bisotti non nasconde ottimismo: “L’appalto per il parcheggio sotterraneo, che fornirà un importante apporto per l’area nord della città, è stato assegnato, e con il placet della Soprintendenza il semaforo verde è ormai acceso e quindi il via ai lavori è imminente. Resta ancora da definire cosa fare della parte (più vicina alla caserma Nicolai) che è occupata dal mercato coperto e di fronte alla Chiesa del Carmine, per il cui recupero conservativo sono comunque già pronti 4 milioni di euro”.
In parte collegabile al futuro di Piazza Cittadella – ad esempio, per il percorso compiuto dalle corriere che portano gli studenti verso gli istituti del centro cittadino – è la pluriennale stasi della situazione di Borgo Faxhall: “Sono stati ripresi i contatti con la proprietà che a suo tempo sottoscrisse la convenzione per l’area, ma c’è preoccupazione – ammette Bisotti – perchè il complesso commerciale soffre per la crisi e perché restano molte incognite sulla tempistica relativa alla nuova stazine degli autobus e sul relativo completamento dell’area di parcheggio per i pendolari”.
Già pronte all’uso sono invece le risorse con le quali il Comune intende espropriare l’area di proprietà Camuzzi di via Emmanuelli, “dove l’Amministrazione – precisa Bisotti – punta a realizzare un parco polifunzionale. In qualche mese la questione, compatibilmente con i contenziosi in corso, dovrebbe essere risolta”.
Spostandosi in centro, complicato è il fronte della ‘cittadella giudiziaria’: “E’ un nodo delicato – osserva l’assessore – perché, e uso un eufemismo, l’Amministrazione (a volte colpevolizzata senza motivi) ha il ruolo di custode ma non è proprietaria di Palazzo Landi e Palazzo Madama.
La situazione assomiglia ad un complesso gioco di scatole cinesi, asseconderemo le proprietà (il Demanio) ma è indubbio che per la sede del Tribunale un intervento radicale sarebbe necessario: speriamo nelle risorse del Ministero della Giustizia. Quanto all’ex carcere, la sua ristrutturazione non ne rende comunque praticabile l’utilizzo: in alcune sue parti, però, potrebbe ospitare una parte degli archivi”.
Proprio i tribunali sono invece la location dei diversi contenziosi legati all’area ex Acna, che ha visto fasi di scontro accesissimo tra le società sottoscrittrici della convenzione urbanistica ed il Comune: “C’è il vulnus delle attività di bonifica; abbiamo riaperto il confronto e speriamo di arrivare ad una soluzione condivisa, tuttavia – ammette l’assessore – non posso definirmi assolutamente tranquillo”.
A cornice dell’azione complessiva non solo dell’importante assessorato affidato all’ex presidente di Piacenza Expo c’è il progetto ‘Smart City’, “un atteggiamento – così lo definisce Bisotti – che dovrà contraddistinguere tutte le attività di sviluppo e pianificazione (dall’urbanistica ai lavori pubblici, dall’ambiente al commercio, ecc…) gestite dall’amministrazione. Innovazione tecnologica, contenimento dei consumi, utilizzo delle rinnovabili e gestione più efficiente del Comune saranno fondamentali per rendere ogni opera pubblica il più possibile autosufficiente dal punto di vista energetico, riducendo il numero di interventi di riassetto. Un esempio è quello di Piazza Sant’Antonino, il cui restyling si è sposato con la possibilità – ad esempio – di utilizzare gli stessi scavi e gli stessi canali per fibre ottiche ed energia elettrica, ma si può citare anche il recente bando del Miur che metterà a disposizione diverse centinaia di milioni di euro per progetti principalmente dedicati a innovazione e ricerca. Un obiettivo possibile? Ad esempio quello di arrivare, come già annunciato, ad un ulteriore salto nella percentuale di raccolta differenziata tramite una smart card che consenta di risparmiare sulla tariffa dei rifiuti al cittadino più virtuoso nel differenziare”.




