Silvio Bisotti: “Paola De Micheli ministro chance per tutti”

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Era nell’aria e tutti l’aspettavano e comunque la nomina a ministro di Paola De Micheli (a proposito, tutta la solidarietà di Corriere Padano per gli attacchi sessisti ricevuti) è stata accolta con sollievo e favore dalla comunità politica piacentina, perlomeno quella che guarda a sinistra. Una carriera fulminante, quella dell’onorevole De Micheli, accompagnata da riconoscimenti di competenza bilateral, anche da parte di avversari politici. Ora ci si aspetta, naturalmente senza provincialismi, che la città e il territorio ne traggano vantaggio.

Silvio Bisotti


Segretario Bisotti, la nomina a ministro delle Infrastrutture di Paola De Micheli avrà ricadute positive sul territorio?
“Diciamo che le ricadute sul territorio saranno legate, mi auguro, a un governo decisamente migliore del precedente. Poi, il nostro nuovo ministro, conoscendola, pur nel suo ruolo istituzionale – ricordiamoci che un ministro è ministro di tutti – per la sua propensione relazionale, senza campanilismi di sorta, penso che non dimentichi le sue origini”.
Che vuol dire?
“Vuol dire che ritengo non possa non avere a cuore le priorità del nostro territorio in base alle competenze specifiche del suo ministero. Penso dunque alle infrastrutture un po’ dimenticate come la Statale 45, come la variante di San Polo; penso al completamento della tangenziale di Piacenza con le infrastrutture necessarie al nuovo ospedale. Mi limito ad alcune priorità, per non andare allo straordinario e strategico tema del bypass dell’A21 che corre a soli 500 metri da piazza Cavalli ed è una delle principali cause di inquinamento della nostra città. Piacenza, del resto, attende anche la realizzazione del cosiddetto ‘polo del ferro’ nella cruciale area logistica di Le Mose. Bene, leggendo le prime dichiarazioni di Paola credo che, quando afferma che con questo governo non ci saranno più veti politici alle grandi opere, bensì solo valutazioni tecniche ed economiche, ritengo evidente la volontà di accelerare sulle grandi questioni che interessano il paese”.

Paola De Micheli


Con il Pd al governo, nuovamente e inaspettatamente al governo, cosa cambia per il partito a livello locale?
“Le cose cambiano, e di molto. Penso al clima, allo stato d’animo che ci ha visti per un certo periodo messi all’angolo; penso all’arroganza di una maggioranza sia nazionale che locale, e mi riferisco soprattutto alla Lega. Mi piace, a questo punto, ripetere la dichiarazione fatta dal nostro segretario regionale Calvano: ‘Mi auguro che con questo nuovo governo sia finita la stagione dell’odio’. Con i continui e reiterati insulti contro gli immigrati e le ong, per esempio, si è creato un clima di muro contro muro e si è evitato, viceversa, di cogliere le dinamiche complicate, ma ineludibili, delle politiche migratorie.
Però, intendiamoci, non dobbiamo cullarci sugli allori. A livello locale il Pd deve intraprendere un’opera di ricostruzione e riconquistare la fiducia dell’elettorato e dei suoi iscritti. In quest’opera non scontata credo che il nuovo governo costituirà un buon viatico. Avremo a breve una controprova: la campagna elettorale per le regionali dell’Emilia Romagna”.
L’alleanza Pd-M5S si potrà declinare anche a livello regionale?
“Credo che con la giusta prudenza questa cosa debba essere valutata e costruita. Non trasferendo l’alleanza in automatico, bensì ancorandola sui contenuti e sui programmi. Credo ci si debba provare. Il mantenimento di un buon governo regionale, ispirato dai valori riformisti del centrosinistra, costituisce una sfida che non possiamo permetterci di perdere. Un’Emilia Romagna in mano a un sovranismo maldestro, ben rappresentato dalla Lega in quest’ultima stagione, costituirebbe un problema serio. E lo dico da un punto di vista politico, certo non mi riferisco alle persone”.
A questo proposito, avete già avviato a Piacenza contatti con i 5Stelle?
“Il M5S non ha un’organizzazione strutturata e questo non consente un confronto organico. Per questo motivo abbiamo contatti soltanto con i loro due eletti in Consiglio comunale. Dalle poche battute che ci siamo scambiati mi pare di capire che la volontà di aprire un dialogo ci sia, ma senza un organismo dirigente con cui avviare un tavolo di confronto il dialogo non è facile. Dobbiamo capire come avviare ed implementare un discorso organico”.
L’amministrazione comunale risentirà del nuovo clima instauratosi a livello nazionale?
“Il venir meno di una parte di governo ‘amica’ [Lega, ndr] credo debba ancor più stimolare la maggioranza a fare cose concrete per questa città. Noi come minoranza stringeremo i tempi con un’opposizione sempre più rigorosa e determinata. Abbiamo già cominciato dimostrando il ritardo evidente di tutta una serie di progetti in attesa di attuazione. Abbiamo tenuto sempre un atteggiamento costruttivo: senza esiti apprezzabili, purtroppo”.
Avete dato il via, come Partito Democratico, alla costituente delle idee. I prossimi appuntamenti?
“Abbiamo individuato tre aspirazioni in altrettante tematiche riguardanti il Paese che deve essere più giusto(1), più verde(2) e più competitivo(3). Sul primo punto, la legalità, si è svolto un incontro con Franco Mirabelli: a partire dal caso Caruso, sul quale è calato il silenzio e che viceversa crediamo meritevole di approfondimenti.
Il 17 settembre prossimo, inoltre, contiamo di avviare la Conferenza nazionale delle donne anche a livello locale, coinvolgendo il mondo femminile. Sul tema ambiente, poi, avremo a Piacenza il 18 ottobre l’ex parlamentare europea Elly Schlein. Su sviluppo economico e nuova legge di bilancio, infine, contiamo di poterci avvalere del contributo di Enrico Letta”.

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