Continua il dibattito su quella che ormai è stata definita l’ordinanza Reggi, la possibilità, cioè, per le biciclette di imboccare “contromano” le strade del centro storico. La norma, in vigore dal lontano 2006, a 9 anni di distanza accende ancora il confronto.
Tra i favorevoli c’è Angelo Nani, presidente di Fiab-AmoLaBici, che sgombra il campo dagli equivoci: “Parlare di biciclette che vanno contromano è assolutamente scorretto” spiega, visto che l’ordinanza consente alle bici di imboccare alcune vie della città nel senso opposto a quello di marcia ma “tenendosi sempre e comunque sulla destra”. L’ordinanza, per Nani, non ha affatto dato “carta bianca” ai ciclisti ma è finalizzata alla promozione della bicicletta come mezzo di trasporto perfetto per muoversi all’interno della città, aprendola ad una concezione europea di mobilità. Secondo Nani, l’ordinanza favorirebbe anche un traffico più sicuro: “Nei paesi in cui le biciclette possono imboccare le vie nel senso opposto a quello di marcia gli incedenti sono diminuiti” e anche il dato piacentino di una media di 10 incidenti all’anno “non è preoccupante”.
Dall’altro lato si pone, invece, Mauro Saccardi (club Forza Silvio), tabaccaio del centro storico: “Questa ordinanza ha portato grossi svantaggi, servono chiarezza e cartelli stradali” spiega, aggiungendo che “non può esserci una regola per ogni passo che compiamo, ma è giusto parlare di quelli che potrebbero essere i problemi, per iniziare ad adottare dei comportamenti di buonsenso volti a non causare incidenti”.
Uno dei problemi principali sembra essere legato, al netto delle opinioni, ai cartelli e alle segnalazioni. Gli unici cartelli esposti, infatti, recano la scritta: “Transito contromano consentito alle biciclette nei sensi unici del centro storico”, rendendo difficile la corretta interpretazione dell’ordinanza. E proprio sui cartelli si potrebbe agire per migliorare la situazione: entrambe le “fazioni”, infatti, lamentano la carenza di chiarezza e visibilità.




