Biancorossi arrivederci a settembre

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STEFANO ROSSINI ALLENATORE DEL PIACENZA CALCIO

Arvodas, arrivederci. Anche quest’anno il Piacenza Calcio ha chiuso la stagione, lasciando un amaro arrivederci ai propri tifosi. In quella scorsa era stato un goal triestino nel recupero, a condire l’arrivederci con la retrocessione. In quella appena conclusa, il condimento lo ha fornito il Caldiero Terme. Squadra poco blasonata, dai pochi crediti da spendere per salire di categoria, epperò a volte i miracoli riescono. Con un allenatore che di mestiere fa dell’altro (come è normale tra i dilettanti), con lo stadio che è un campo sportivo, con calciatori senza curriculum altisonanti, ma adatti, hanno messo tutti in coda. Il Piacenza, che doveva dominare in un girone agevole, si è classificato primo degli ultimi, sfiorando appena le briciole della gloria sportiva. Va detto che la squadra piacentina, per quanto ci si affannasse a dire che fosse la più forte, non lo era. E che il girone fosse facile, non so chi lo mise in giro.

Arvodas, arrivederci serie D, negli ultimi anni i Biancorossi l’hanno vista spesso. Questa che arriva, sarà la quarta stagione in poco più di un decennio. Senza scomodare trascorsi irripetibili, per un tifoso cominciano a pesare. In un campo della bergamasca, non ricordo quale essendo tutti uguali, arrostivano salamelle bruciando pallet di recupero. Quattro tavole, un po’ di panche e il panino era servito. Il vice presidente Rigolli disse: “Bello qui, sembra una sagra di paese”. Bello si, conviviale, ma vuoi mettere andare in uno stadio, con lo stomaco chiuso per la tensione?

Per fortuna il calcio è elemento di terra, segue il rituale consolatorio della natura: si semina: si cura, si raccoglie, ma soprattutto: si ricomincia. Per quest’anno il raccolto è stato magro, la società ne è consapevole. Ci si sta muovendo per correggere errori commessi e salvare quanto di buono c’è stato. La rosa non sarà smantellata, scongiurato l’ennesimo anno zero. I nuovi innesti si cercano in categoria, salvo piazzare la bomba suggestiva a fine mercato. Il capitolo giovani obbligatori viene affrontato con la dovuta calma: primo perché gli under da schierare scenderanno da quattro a tre, poi perché il Piacenza ha dimostrato di saperli crescerli i propri virgulti. La nota positiva dello scorso campionato sono stati proprio i ragazzi del vivaio, vedi Napoletano, Bassanini, Russo. In certe situazioni furono loro a trascinare la combriccola.

Altra nota positiva in vista del prossimo torneo, è la certezza di non avere requisiti per cambiare categoria a tavolino. Sarà un vantaggio in fase di preparazione estiva per i calciatori, che fin dalla prima amichevole sapranno cosa gli spetta. E così, in attesa che vengano presentate le nuove maglie, che il duo Sestu – De Vitis completi l’assemblaggio del gruppo, passerà l’estate e il pallone ricomincerà a rotolare. Sperando di tornare a rivederci al solito posto del vecchio “Garilli”. Arvodas.

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