Si vota domenica 16 ottobre a Bettola, Farini e Ferriere, capoluoghi in cui è stato avviato l’iter per la fusione in comune unico, che potrebbe chiamarsi, nel caso di esito referendario positivo, Alta Val Nure, Alta Valle del Nure, Terre dell’Alta Val Nure o I tre Borghi dell’Alta Val Nure.
I cittadini chiamati al referendum (5.500 nel totale dei tre comuni), infatti, dovranno rispondere a due quesiti: quello relativo all’istituzione del nuovo Comune unico mediante fusione di quelli preesistenti e quello per decidere il nome del nuovo Ente. Il nuovo Comune unico, una volta nato, potrà beneficiare – dall’anno dell’istituzione e per 15 anni – di 11,1 milioni di euro complessivi, fra contributi statali e contributi regionali. E questo – il conferimento di risorse fresche, è uno dei motivi – se non il principale – per cui i sindaci oggi in carica sostengono la scelta della fusione, auspicandola come boccata d’ossigeno per poter continuare a mantenere i servizi in un territorio in cui, negli ultimi quattro anni, il calo demografico si è rivelato drammatico: 97 nascite a fronte di 575 decessi su un totale di 5.600 abitanti; fra i quali il 25% è composto di ultra 75enni e il 41% di ultra 65enni.
Sono dunque concordi i sindaci Sandro Busca (Bettola), Antonio Mazzocchi (Farini) e Giovanni Malchiodi (Ferriere) – che hanno costituito il Comitato “Fusione Sì può” – nel ribattere a chi si oppone alla fusione: “La situazione è irreversibile. Siamo noi sindaci i primi testimoni del disagio nel momento in cui non si riescono più a garantire i servizi per i nostri cittadini”. Il progetto di fusione dovrebbe rappresentare, nel suo intento, un’opportunità significativa per proseguire nel superamento dei problemi legati all’eccessiva frammentazione amministrativa e per migliorare l’organizzazione e la gestione dei servizi comunali rivolti ai cittadini e alle imprese. “Abbiamo bisogno di questi soldi – proseguono all’unisono i tre sindaci – per garantire i servizi e mantenere la situazione attuale. Che dobbiamo fare altrimenti? In alcuni casi non riusciamo neppure ad acquistare il bitume per riparare le buche delle strade. E se d’inverno nevica salta l’intero bilancio. Quella della fusione, oltre che una scelta di sopravvivenza, è anche una strada per avere più forza nei confronti delle istituzioni maggiori e per avviare economie di scala. La fusione – sottolineano Busca, Mazzocchi e Malchiodi – ci condurrà a un comune di 5.600 abitanti, verrà meno il patto di stabilità, si potranno fare progetti di vallata. E ancora, con i finanziamenti a disposizione, si potrebbe anche pensare di abbassare le tasse ai cittadini”.
La fusione è la strada da seguire anche per Daniele Ruscigno, sindaco di Valsamoggia (Comune unico in provincia di Bologna, con 30.600 abitanti, istituito il 1º gennaio 2014 dalla fusione dei comuni di Bazzano, Castello di Serravalle, Crespellano, Monteveglio e Savigno), intervenuto a Bettola nell’incontro promosso dalle amministrazioni locali e dal comitato “Fusione Sì può” (comitato coordinato da Luigina Gipponi) per illustrare le ragioni del sì. “La fusione – ha spiegato Ruscigno – è una grande opportunità per i piccoli comuni: per 10 anni sono accompagnati in un percorso graduale di efficientamento, razionalizzazione, riduzione della spesa corrente, possibile riduzione del prelievo fiscale e tributario ai cittadini, con la possibilità di prevedere agevolazioni e incentivi a chi investe, crea ricchezza e lavoro. Tra i benefici anche l’unificazione delle norme regolamentari in tutti i settori della vita amministrativa (edilizia, protezione civile, commercio fisso e ambulante, gestione beni e servizi pubblici, impianti sportivi, tributi), uniformità e messa in rete dei sistemi informatici, ottimizzazione sotto il profilo organizzativo e funzionale del personale, con loro specializzazione, sblocco delle assunzioni, svincoli di bilancio, risorse significative sia sulla parte corrente (circa 700-750mila euro l’anno per 10 anni) e per investimenti in opere pubbliche (400mila euro l’anno per 10 anni), possibilità di poter accedere più facilmente e con punteggio premiale ai bandi regionali, nazionali ed europei”.




