B&B, affittacamere e locande “fai da te”,
a Piacenza non si dorme mai sereni

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OLYMPUS DIGITAL CAMERAA Piacenza non ci si addormenta mai sereni. E’ già polemica, infatti, sull’invito ai privati – lanciato dal Comune – a darsi da fare sul fronte dell’accoglienza per l’Expo 2015.
A parte le facili ironie sulla tardiva “chiamata alle armi” da parte delle istituzioni, pubbliche e private, la possibile concorrenza – temporanea o no? Ai posteri l’ardua sentenza… – di Bed & Breakfast, affittacamere, Room & Breakfast e locande ha già fatto imbufalire Federalberghi di Piacenza e provincia.
Il presidente Giovanni Villazzi ha snocciolato numeri (9mila posti letto già disponibili sul territorio: 3.820 negli alberghi, 1.900 nei campeggi, 1.172  negli agriturismi, 473 negli ostelli, 432 nelle case per ferie, 470 negli alloggi autogestiti, 400 nei B&B già esistenti, 40 nei rifugi di montagna e una manciata in altre forme) per sentenziare che “la ricettività di Piacenza è coperta” ed evocare lo spettro della “concorrenza sleale”.
Al di là dei legittimi dubbi sul fatto che il visitatore medio dell’Expo possa indirizzarsi proprio su tutte le tipologie di cui sopra, è una tesi che si scontra a sua volta con il progetto di Confindustria (che sarà presentato giovedì 27 alle 17 all’Urban Center) “Mille posti letto per l’Expo 2015, realizza il tuo Bed & breakfast”, legato ad uno studio della Bocconi, citato già nelle settimane scorse dal presidente Bolzoni, secondo cui almeno mille sono i posti-letto di cui Piacenza necessità per far fronte all’”assalto” dei milioni di visitatori dell’Expo, che da maggio a ottobre 2015 si spalmeranno almeno su tutto il Centro-Nord.
Per mettere d’accordo tutti potrebbe servire una start-up ad hoc.

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