Bariola: “Avrei potuto fare controricorso, se perdo il seggio continuo a fare politica”

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Gianluca Bariola

Gianluca Bariola, consigliere comunale di Piacenza Oltre, interviene sulla vicenda del riconteggio dei voti a Samuele Raggi, che potrebbe subentrargli a Palazzo Mercanti. Raggi, candidato nel 2017 nella lista civica Piacenza in Futuro a sostegno di Paolo Rizzi, segnalò un errore nel conteggio delle preferenze a lui assegnate facendo ricorso prima al Tar di Parma, e poi al tribunale di Piacenza. Un riconteggio alla presenza di un perito gli ha dato ragione riassegnandogli 12 preferenze che lo porterebbero a scavalcare il collega di lista Gianluca Bariola, risultato primo dei non eletti ed entrato in consiglio comunale dopo le dimissioni di Rizzi. Spetta ora al Tribunale esprimersi per dirimere a chi spetta il seggio nell’assemblea di Palazzo Mercanti.
“Non è nel mio stile – scrive il consigliere Bariola – ma il continuo martellamento su questa vicenda mi impone di esprimere una nota. Tacere sembra sconveniente e immotivato.
Subentro a Paolo Rizzi in Consiglio Comunale nel Settembre del 2018 – spiega Bariola – il candidato sindaco, infatti, all’interno della coalizione, era stato candidato nella lista giovani; ciò significa che, in caso di non vittoria, il seggio spettante alla lista giovani andasse a Paolo Rizzi. Non potendo entrare da subito, ho preso il suo posto all’atto delle sue dimissioni.
Ricorso di Samuele Raggi: Il discorso è molto semplice. Al momento del voto, nel Giugno del 2017, nel seggio in cui Raggi era rappresentante della nostra lista civica, ha notato e segnalato un errore. Il Presidente di Seggio ha certificato l’errore. Con quella dichiarazione ha fatto ricorso al Tar di Parma. Suo diritto farlo; mio diritto, dato che non ero presente sul posto, fare alcune controdeduzioni – tecnicamente controricorso.
L’avvocato di Samuele Raggi accoglie una delle controdeduzioni del mio avvocato (questione procedurale). Il Giudice del Tar valuta non idonea la procedura presentata dall’avvocato di Raggi. Per questo motivo (per chi desidera è agli atti del TAR di Parma) non concede la disposizione alla riapertura del seggio per il riconteggio dei voti.
L’apertura del seggio, con successiva verifica delle schede, poteva verificarsi 15 mesi fa; non ero ancora subentrato a Rizzi; se rimostranze vogliono essere fatte, sono all’avvocato di Raggi.
Successivamente Raggi ricorre al tribunale Civile di Piacenza. E’ storia di ieri la perizia.
Con questa operazione si ripara ad un errore visto da Raggi, giustamente segnalato. Non si ottiene di certo la Verità. Se avessi voluto, infatti, al momento del suo ricorso al Tar – prosegue Gianluca Bariola – avrei potuto farlo anche io. Avrei potuto chiedere il riconteggio di tutti i voti nei restanti 106 seggi del Comune di Piacenza. Se in un seggio è accaduto un errore ( 12 voti ), è ragionevole che in altri seggi possano essercene stati degli altri, magari qualcuno in altre direzioni. La distanza di 2 voti è veramente sottile e minima; un errore di distrazione o di stanchezza è sempre possibile. Solo successivamente al riconteggio generale, di tutti i 107 seggi, potrebbe essere ristabilita la Verità. Avrei potuto spendere soldi, tempo ed energie nella ricerca della inoppugnabile Verità. Perché non l’ho fatto? Perché ho preferito usare quel tempo, quei soldi e quelle energie per impegnarmi su questioni che ritengo meno autoreferenziali, più urgenti e più vicine ai bisogni delle persone. Alcune di queste: Logistica, Scuola e Sociale. L’ho fatto, fino ad ora, in quattro mesi e mezzo, per come sono riuscito e secondo le mie capacità. Ciò non toglie che essere consigliere comunale è un onore ed un onore di significativa importanza.
Se dovessi uscire dal consiglio, questione su cui spetta ai Giudici esprimersi, continuerei comunque l’attività politica le sentenze del tribunale Civile e del Tar sono a garanzia di tutti. Questo concetto me lo può insegnare Raggi stesso che per l’Italia dei Valori ( partito a cui era molto cara la tematica della difesa della Giustizia e delle sentenze) è stato: Candidato sindaco nel 2012, consigliere provinciale e consigliere Comunale di maggioranza con il mandato di Paolo Dosi.
Se le sentenze (Giudice Civile e Tar) non mi permetteranno di essere più in consiglio, comunque continuerò ad occuparmi di Politica – sottolinea il consigliere di Piacenza Oltre, che è attivo anche nella sezione piacentina di Città dell’uomo, l’associazione politico-culturale fondata da Giuseppe Lazzati (1909-1986): politico, studioso, già rettore dell’Università Cattolica il cui nome è accostato al più fecondo pensiero cattolico-democratico, convinto sostenitore del compito speciale dei laici nella Chiesa e nella società. La sezione piacentina dell’associazione – ricordiamo – è stata fondata due anni or sono da un gruppo di giovani (tra cui lo stesso Bariola) impegnati nella campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale a sostegno di Paolo Rizzi. L’obiettivo è di “elaborare e diffondere una cultura politica che renda consapevoli le persone non solo dell’altezza e della nobiltà, bensì della necessità degli ideali che animano la nostra democrazia, ben espressi nei principi fondamentali della Costituzione repubblicana”. L’intento dell’associazione, dunque, è quello di formare politicamente e culturalmente i cittadini – soprattutto i giovani – attraverso incontri, scambi di opinione, testimonianze, seguendo due punti di riferimento: la Costituzione e il Concilio vaticano secondo.
“La Politica – prosegue Bariola nel suo intervento – è un’attività molto più alta e nobile di un seggio. Ovvio, non si può fare nulla di incisivo senza un minimo di voce.
Confido che, se dovessi uscire dal consiglio, possano esserci altre occasioni; quello che non mancherà, indipendentemente da tutto, sarà la disponibilità al servizio della Comunità.
Avvicinare i Giovani alla Politica partendo da questioni concrete, costruire progetti che abbiano a cuore la centralità della persona umana, l’economia sociale di mercato e l’Europa sono tematiche in cui c’è molto da fare”.

 

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