Baracchi: “Ripensiamo Piacenza
Un tavolo per il futuro urbanistico della città”

0
baracchi
Il presidente dell’Ordine degli architetti di Piacenza Giuseppe Baracchi

di Elena Caminati – Progettualità slegata o figlia di una pianificazione ragionata? In altre parole, quando si approvano progetti come quello recente di via Conciliazione nel quale sorgeranno un supermercato a pochi metri da uno già esistente, una nuova palestre a pochi metri da una già funzionante h 24 e nuovo abitativo, sorgono delle domande, per altro più che lecite. La sensazione, sulle prime, è che manchi una visione generale di progettualità. Solo una sensazione però, perchè se esistono norme che permettono al privato di costruire è giusto che lo faccia; se a monte la procedura attuativa è stata rispettata e le legge applicata, quale è il problema? Vista così non fa una piega. Ma proviamo a fare un passo avanti: cosa serve davvero alla città?
“Il vero problema è capire dove Piacenza vuole andare – si domanda Giuseppe Baracchi Presidente dell’Ordine degli Architetti – vuole andare verso una pianificazione più mirata, creare un marchio unico?”
Vent’anni fa attorno alla logistica si sono sviluppate le più grandi trasformazioni urbane: oggi rincorrere quella progettualità non sarebbe più attuale, perchè le necessità sono cambiate. Non lo è neppure puntare sull’implementazione abitativa dal momento che gli studi ci confermano che Piacenza non è destianta a crescere numericamente. Di cosa, allora, ha bisogno la città?
Dall’Ordine arriva una proposta, quella di sedersi intorno ad un tavolo per un incontro collegiale: architetti collaboratori dell’amministrazione insieme ai cosiddetti stakeholder per dialogare su piacenza, bisogni e necessità.
“L’idea che mi sento di fare all’amministrazione, all’assessore Bisotti titolare della delega all’Urbanistica – spiega Baracchi – è di metterci intorno ad un tavolo per un incontro che coinvolga più soggetti, da quelli istituzonali fino ai privati che vogliono investire. Si potrebbe partire da quel manifesto, ormai lontano, Piacenza 2020, di cui si sono realizzate solo un paio di proposte perchè il mondo è cambiato. Dialoghiamo di Piacenza, ma attivamente, per arrivare a produrre e capire di cosa la città ha bisogno. Un richiamo forte al dibattito costruttivo”.
Altro capitolo palazzo ex Enel intorno al quale, negli ultimi mesi, si sono levate alte barricate tra cittadini, associazioni da una parte ad amministrazione dall’altra.
“Come presidente dell’Ordine – continua – mi sento di fare, con estrama pacatezza e tranquillità, un richiamo ai colleghi che oggi non sono più iscritti. Mi ha sorpreso verificare che proprio coloro che hanno sempre esercitato la professione con rispetto per la deontologia, oggi, che non sono più iscritti, garantiscono progettualità gratuite in assemblee pubbliche, dichiarano che il progetto andava sviluppato in altro modo. Mi sembra davvero una mancanza di rispetto verso un progettista, collega iscritto all’ordine che svolge il lavoro con correttezza”.
Il presidente Baracchi si rivolge anche ai colleghi attualmente iscritti: “Verso di loro, avendo già fatto passaggi precedenti, dico che ammiro la passione che hanno nel perorare la causa di mettere in evidenza i reperti archeologici, ma se anche in questo caso non c’è un costrutto più ampio e condiviso, la critica fine a se stessa solo per dire che qualcosa non ha funzionato, mi trova fortemente in disaccordo. A titolo personale – sottolinea – in modo disgiunto dalla presidenza dell’Ordine, sono favorevole alla costruzione del nuovo palazzo, anche perchè le città si sono sempre evolute sormontando epoca storica su epoca storica. Non si possono vedere alcuni reperti di indubbio valore? E’ vero, ma io sono certo che il tecnico, in questo caso il collega, ha agito correttamente ed eseguito tutti i passaggi con gli enti pubblici preposti”.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.