L’Asl piacentina, attraverso le parole del suo presidente Luca Baldino, ha messo i puntini sulle i della crisi. Crisi, per chi non lo ricordasse, legata all’epidemia del cosiddetto Coronavirus. Il diffondersi del contagio ha determinato la decisione di dedicare (in altri tempi si sarebbe detto riconvertire) l’ospedale di Castelsangiovanni a ricovero per malati di Corona: 120 i letti disponibili, il reparto di terapia intensiva portato a 12 posti, abolito il pronto soccorso (“pochi – ha precisato Baldino -gli accessi anche in tempi normali”. Contestualmente a Piacenza, “l’ospedale sottoposto a maggiore pressione”, sono stati portati a tre i reparti dedicati al contagio, con la rianimazione – reparto nevralgico in questo periodo – portato a 21 posti (erano 11 prima della crisi). In caso di insufficienza, da non escludere considerata la virulenza di questi giorni, la possibilità, prevista, di trasferimento in ospedali viciniori. Chiuso, sempre in considerazione dell’emergenza, anche il pronto soccorso di Fiorenzuola (come quello di Castello, poco frequentato in tempi, diciamo così, normali). Infine, questo sempre il ricavato della conferenza stampa, la situazione del fondamentale 118. Il numero di pronto intervento, basti questo per evidenziare la criticità del momento, è passato da un’ottantina di chiamate giornaliere a circa 120, sempre giornaliere, con punte (anche) di 140 ricoveri quotidiani. La risposta del servizio, in ogni caso, si è rivelata finora all’altezza, con il raddoppio dei mezzi messi a disposizione: dodici fra auto e ambulanze, attive giorno e notte.

Per il resto conferenza stampa nella norma della dialettica giornalisti-autorità. Picco dei contagi? E’ prematuro fare previsioni. Tamponi? Solo su coloro che manifestano sintomi, dunque sui 70/80 quotidiani. L’incontro con i giornalisti, condotto dal presidente Ausl Luca Baldino, ha contemplato l’intervento – doveroso – anche di Mauro Codeluppi, direttore del reparto di malattie infettive del Polichirurgico piacentino e di Stefano Nani, coordinatore del servizio 118. La conferenza stampa, in ossequio a tempi di doverosa cautela, è consistita in una teleconferenza.




