Auser Piacenza attiva Anziani in prima linea

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di Federico Tanzi

Nella foto Luciano Guarinoni, presidente Auser Piacenza

Auser Piacenza cerca nuovi volti per rimpolpare il proprio “esercito” di volontari. L’associazione che si occupa di valorizzare il ruolo degli anziani nella società è stata colpita duramente dall’emergenza coronavirus e – nonostante la progressiva ripresa delle attività – sono palpabili gli strascichi, soprattutto emotivi, lasciati negli oltre tremila iscritti presenti nei diversi circoli del territorio.
A farla da padrone sono paura e incertezza, e così molti over 65 hanno deciso di chiamarsi fuori. Inevitabile e comprensibile, considerando che quella della terza età è stata la fascia di popolazione più interessata e, ancora oggi, maggiormente esposta ai rischi della pandemia.
“Durante il lockdown – spiega il presidente Luciano Guarinoni – per tutelare al massimo i nostri utenti è stata vietata la loro partecipazione ai tradizionali servizi di volontariato esterno. In compenso, decine di giovani sono subentrati al loro posto, dando vita ad una forma di collaborazione intergenerazionale e garantendo la consegna a domicilio di spesa e medicinali per chi si trovava in difficoltà. Ora però, nel massimo rispetto delle norme di sicurezza, abbiamo finalmente la possibilità di riprendere tutte quelle attività rimaste interrotte per circa tre mesi”.
Ma di cosa parliamo nello specifico? “Innanzitutto il cosiddetto “trasporto solidale” – informa -, con cui, con mezzi nostri o messi a disposizione dai vari comuni della provincia, i nostri volontari si occupano del trasporto di persone anziane, sole e bisognose di assistenza, presso presidi ospedalieri e ambulatori; oppure offrono supporto per svolgere piccole commissioni, come il ritiro pensione e il pagamento bollette. C’è poi il già citato servizio di consegna a domicilio di spesa e farmaci; nonché quello del “telefono amico”, uno dei nostri punti di forza, con cui facciamo compagnia ai nostri iscritti, oltre ad accertarci con una chiamata se ci sono altre necessità di natura medica o sociale”.

SERVONO 150 VOLONTARI

L’impegno di Auser non si ferma qui. Una grossa fetta di volontari, infatti, è normalmente impegnata, grazie ad una convenzione con il Comune di Piacenza, in musei, biblioteche e mostre. “Luoghi – riflette Guarinoni – in cui è contenuto il patrimonio culturale della collettività e dove i nostri anziani garantiscono una migliore fruizione delle opere ai visitatori, attività importante soprattutto in questo periodo. Non dimentichiamo poi – aggiunge -: i servizi di assistenza alle mense scolastiche, manutenzione del verde in parchi e giardini, aggiornamento delle bacheche nelle strutture pubbliche, supporto alle attività del Tribunale, della Procura e alla Casa di Iris. E, ovviamente, le scuole, dove i cosiddetti “nonni paletta” svolgono un ruolo importante nei momenti di ingresso e uscita degli studenti, o sui bus in affiancamento al personale viaggiante”.
Per dare copertura a tutti questi fronti, ecco il perché della “caccia” ai volontari. “Ne servono centocinquanta circa – spiega il presidente Auser -, da impiegare subito sul campo. Per entrare a far parte della nostra squadra è obbligatoria l’iscrizione all’associazione, con stipula di un’assicurazione cablata sulle criticità legate al covid, ed è previsto un rimborso spese che, soprattutto in un momento di difficoltà economica come questo, può essere un incentivo per chi si trova senza lavoro o in cassa integrazione. La ricerca di volontari è estesa non solo agli anziani – precisa -, ma anche ai più giovani e a tutti coloro che in questo momento hanno voglia di offrire un contributo alla causa della solidarietà tra generazioni”.

RIPARTIRE DAGLI ANZIANI

Quando muore un anziano è come se bruciasse una biblioteca recita un detto africano. In questo senso, la pandemia è stata per Piacenza un “incendio” senza precedenti, che ha mandato in cenere un preziosissimo patrimonio di cultura, sapere e tradizione di cui, da più parti, si è probabilmente sottostimata la gravità. “Ho trovato sgradevoli alcuni commenti che, quasi per attenuare la portata di quanto stava accadendo, insistevano sul fatto che il virus colpisse esclusivamente le persone più avanti con l’età e con patologie pregresse – la considerazione di Guarinoni -. Da fiorenzuolano ho assistito alla morte di una quarantina di persone che conoscevo direttamente e posso dire che, fino alla malattia, non avevano grossi problemi ed erano ancora attive e partecipi alla vita cittadina”.
La ripartenza non può quindi prescindere dal coinvolgimento degli anziani e dall’incontro intergenerazionale? “Direi proprio di no – sottolinea -. Il ruolo dell’anziano non può essere sminuito e messo da parte: se la società vuole avanzare in maniera equilibrata e solidale deve tenere conto della partecipazione di tutte le sue componenti, anche anagrafiche. Non si può progredire nel futuro se non ci ancoriamo ad un passato comune a tutte le generazioni, di cui l’anziano è portatore di valori, ricordi e tradizioni. Non siamo statuine di porcellana da tenere sotto una campana di vetro, ma chiediamo di essere parte attiva della società. Tornare, dopo un momento difficile, nella vita, per aiutare la vita stessa, nella sua dinamicità e complessità, ad andare avanti”.

DIVENTARE VOLONTARIO

Chi fosse interessato anche solo per informazioni o chiarimenti può telefonare ad Auser allo 0523/320761 al mattino e chiedere di Daniele. È possibile presentarsi presso la sede di via Musso, 5, a Piacenza in orari d’ufficio oppure mandare una email all’indirizzo amministrazione@auserpiacenza.it.

Nella foto Luciano Guarinoni, presidente Auser Piacenza

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