La questione è stato sollevata dall’onorevole Tommaso Foti in consiglio comunale: “Imminente il raddoppio di Auchan a San Rocco al Porto ma, mentre il territorio lodigiano, sotto il profilo infrastrutturale si è messo avanti, il comune di Piacenza non è ancora stato interpellato. Tenendo conto che non mancheranno ripercussioni sul traffico piacentino, urge un confronto per discutere degli interventi strutturali necessari. Altrimenti – è la provocazione del consigliere comunale di Fratelli d’Italia – potremmo fare un’ordinanza con il divieto di transito delle auto dalle 9 del mattino alle 20 di sera sul ponte di Po. Così i piacentini dovranno passare per forza in autostrada, come quando il ponte era chiuso, e vediamo quanti andranno ancora al centro commerciale”. “L’Auchan – ha insistito il parlamentare piacentino – dista un chilometro e 600 metri dal centro di piazza Cavalli, e ha dato al territorio lodigiano un milione e 600mila euro di opere stradali, 250mila euro in 5 anni al comune di San Rocco al Porto per il marketing territoriale. E delle 450 nuove assunzioni il 50% è previsto che siano rivolte a chi risiede in quel comune e per l’altro 50% a chi risiede comunque nella Provincia di Lodi. E’ vero che si tratta di due regioni diverse ma mezzo centro storico di Piacenza va a fare la spesa all’Auchan e una città capoluogo come la nostra non può essere tagliata fuori dai tavoli decisionali”.
Foti è polemico anche contro il cambio di denominazione dell’uscita autostradale A1 di Guardamiglio da “Piacenza Nord” a “Basso lodigiano”, così come chiesto, e ottenuto, dai sindaci del lodigiano. “L’uscita autostradale – ha spiegato Foti – ha un significato particolare. Se togliamo il riferimento a Piacenza, il 90% del traffico veicolare (non i camion, che sul ponte di Po non possono passare) si trasferirà da Piacenza Nord a Piacenza Sud con la conseguenza di caricare strade già intasate come la Caorsana. Il buon senso dovrebbe far prevalere la presenza del nome di una grande città nel cartello”. Foti ha chiesto, dunque, con un’interrogazione parlamentare, di scegliere il doppio nome: “Piacenza Nord – Basso lodigiano”.




