Assenze alla veglia islamica, il prefetto: “Un equivoco. Andrò in tutte le comunità per esprimere vicinanza”

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All’indomani dell’evento organizzato dalla comunità islamica piacentina che ha visto l’assenza delle istituzioni locali, il prefetto Maurizio Falco si fa portavoce – anche a nome dell’amministrazione – del sentimento di cordoglio nei confronti dei musulmani piacentini e di sdegno per “l’ignobile attentato” di venerdì scorso in Nuova Zelanda che ha causato la morte di 50 islamici.
Il prefetto ha parlato di un semplice “equivoco comunicativo” per spiegare l’assenza delle istituzioni alla veglia di preghiera di domenica sera per le vittime dell’attentato.
Ha spiegato, inoltre, come si fosse immediatamente attivato – subito nelle ore successive alla strage – per organizzare un evento in prefettura aperto a tutte le comunità islamiche presenti sul territorio piacentino. Un gesto per dimostrare “come la comunità piacentina sia unita in tutte le sue componenti nel testimoniare solidarietà per le vittime musulmane”.
Sembra, poi, che prefetto, sindaco, vescovo, questore, comandante dei carabinieri e della guardia di finanza siano stati invitati alla veglia di preghiera attraverso una mail di posta certificata spedita venerdì sera che – per una serie di ragioni – non tutti hanno potuto leggere in tempo utile per potersi presentare all’appuntamento.

Maurizio Falco


“Credo che la mia storia – ha proseguito il prefetto Falco – di oltre dieci anni a occuparmi di immigrazione parli chiaro e non menta. Nessuno deve avere alcun timore: non c’è differenza tra vittime, è una follia solo pensarlo”.
E dopo un primo tentativo di coinvolgere subito le quattro comunità islamiche piacentine (di strada Caorsana, di via Mascaretti, di Borgonovo e di Fiorenzuola) con un invito formale al palazzo del Governo, fallito per motivi organizzativi, il prefetto si è preso l’impegno di recarsi nei prossimi giorni in tutte le sedi delle comunità islamiche piacentine.
Anche da parte dei rappresentanti della Comunità islamica sono arrivati toni distensivi: “Abbiamo ricevuto inviti e telefonate da parte di alcune istituzioni, all’indomani dell’evento, per ribadire la propria adesioni ai valori solidaristici e di vicinanza, ribadendo la propria missione nel servire e tutelare ogni singolo cittadino indistintamente dal suo credo o origine. In particolare il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, il Colonnello Piras, che ha espresso il suo dispiacere per non aver ricevuto, per problemi tecnici, l’invito alla manifestazione e che ha ribadito la sua massima attenzione al tema, esprimendo la sua vicinanza anche alla Comunità nostrana”.
“Dopo un primo dispiacere – ha dichiarato Yassine Baradai, direttore del Centro della Comunità di via Caorsana – sono stato lieto di ricevere la chiamata del Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri e uno scambio con l’ufficio del Prefetto di Piacenza. Ho portato questi messaggi ai rappresentanti della comunità locale e provinciale che hanno espresso anche loro la stima e la piena fiducia nelle istituzioni ribandendo che i nostri centri sono ancora aperti per chi non è riuscito, per un motivo o l’altro, a fare visita alle nostre comunità”.

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