di Filippo Ballerini – Definirlo “l’uomo dei miracoli”, guardando all’attuale primo posto dell’Atletico BP nel campionato di serie D e alle straordinarie promozioni ottenute negli anni scorsi con l’ex Bettolaspes (portato nel giro di due anni dalla promozione alla serie D), non appare un’esagerazione. Le imprese sono all’ordine del giorno per Arnaldo Franzini, il profeta dell’undici che, in questo momento, nel girone D sta guardando tutti dall’alto al basso. Il tecnico di Vernasca non nasconde la sua sorpresa, ma allo stesso tempo ammette di aver creduto fin dal raduno nel gruppo allestito in estate dalla società piacentina.
“Partiamo da una premessa – spiega Franzini – la scorsa estate abbiamo dovuto cambiare tantissimo. Per cui mi aspettavo una partenza più problematica: invece sono arrivati quasi subito i risultati e l’autostima del gruppo è cresciuta settimana dopo settimana. Però il nostro primo posto ha davvero dell’incredibile”.
E così le big annunciate, ovvero Spal, Lucchese e Pistoiese, devono già rincorrere.
“In questo momento è davvero troppo presto per lanciarsi in pericolosi proclami. Mancano ancora troppe partite alle fine del campionato ed è presumibile che parecchie società si muovano durante il mercato di riparazione. Noi ancora per un po’ di partite dobbiamo pensare a mettere fieno in cascina per la salvezza. Quando avremo abbastanza punti per stare tranquilli, potremo valutare con serenità eventuali altri obiettivi”.
Tutta la squadra sta girando a meraviglia: però risulta difficile non spendere due parole per Michele Piccolo, che in tredici partite ha segnato dodici reti.
“Gran giocatore davvero. In carriera non mi è mai capitato di avere a disposizione un attaccante così. Quasi infallibile quando è nell’area avversaria e allo stesso tempo impagabile per spirito di sacrificio”.
Quali sono state invece le sorprese?
“I giovani, non ho dubbi. Prendiamo Santi: l’anno scorso a Fiorenzuola ha avuto ben poche occasioni per giocare, quest’anno lo sta facendo con continuità e con un rendimento sempre aelevato. Ma la sorpresa più grande è rappresentata da Bignotti: l’anno scorso era a Seriate, ha giocato qualche partita nel girone d’andata e poi più nulla. Era svincolato, ha provato con noi qualche giorno e ho subito deciso di tenerlo. Mai scelta si è rivelata più azzeccata: ho visto ben pochi giovani con le sue qualità e la sua personalità, nelle ultime partite è stato quasi sempre determinante”.
Di solito alla base di una squadra che funziona c’è una società che mette tecnico e giocatori in grado di rendere al massimo.
“Sotto questo punto di vista il sottoscritto e i ragazzi non potrebbero davvero chiedere di più. Abbiamo dirigenti competenti e con valori umani importanti. Anche nelle situazioni difficili sanno trasmettere alla squadra una grande serenità. I ragazzi sanno che quando c’è un problema la società non si tira mai indietro, ma allo stesso tempo sanno che su alcune regole non possono sgarrare”.




