Allarme smog, e la corsa ai regali di Natale si fa a piedi! Domenica 18 dicembre scatta, infatti, – per la ‘gioia’ dei commercianti – il blocco alle auto per la domenica ecologica straordinaria, così come stabilito nelle misure del Piano dell’aria regionale quando si superano per sette giorni consecutivi i livelli di guardia in fatto di polveri sottili. Dall’inizio dell’anno a Piacenza i giorni di sforamento sono stati più dei 35 concessi dalla legge e per la prima volta, nella stagione 2016-2017, i valori di PM10 hanno superato il valore limite di 50 µg/m3 (microgrammi per metro cubo di aria) per più di dieci giorni consecutivi. In realtà il sindaco Dosi aveva cercato di frenare: “Dovremmo chiudere la città ma il commercio vive un momento difficile” ma non gli è stato possibile scongiurare il blocco del traffico sotto Natale. Un livello di inquinanti record ha reso la situazione particolarmente critica e neppure l’assunzione di alcune misure tampone, come il lavaggio straordinario delle strade del centro, disposto dall’assessore Cisini per eliminarere le polveri depositatesi a terra, ha migliorato la situazione. Certo, il clima di questo periodo non aiuta: la mancanza di precipitazioni, le temperature molto basse, l’assenza di venti e la nebbia che impedisce il movimento verticale dell’aria sono fattori che favoriscono il ristagno degli inquinanti.
“Dall’inizio del mese di dicembre – si legge nella nota diffusa dall’Arpae – la qualità dell’aria è stata mediocre in tutta la pianura Padana. La situazione è favorita dalle condizioni meteorologiche, che vedono la presenza di un campo di alta pressione sull’Europa centrale, tipico dei mesi invernali: sul Nord Italia i venti sono calmi e sono presenti forti inversioni termiche (l’aria più calda in quota impedisce la dispersione degli inquinanti, mantenendoli vicino al suolo) e nebbie che persistono anche nelle ore diurne”. Dicembre è da sempre un mese alleato delle Pm10: le città dell’Emilia Romagna sono tutte costantemente in affanno a dimostrazione che il fattore meteo, la prolungata accensione degli impianti di riscaldamento e il maggiore utilizzo delle auto (più fa freddo più si usa la macchina) spingono in alto le Pm10. “Fino ad oggi – ha ammesso l’assessore Cisini – siamo stati anche fin troppo leggeri nei provvedimenti adottati – ora sono necessarie azioni di controllo incisive”. A partire dalla domenica ecologica del 18 dicembre mentre “il passo successivo – precisa Cisini – sarà imporre l’abbassamento del riscaldamento di un grado, fino a 19 gradi negli edifici civili e fino a 17 in quelli industriali”. E se per i commercianti il blocco delle auto sotto Natale è un problema, Legambiente rileva come non sia stato fatto nulla per evitare il peggio dopo giorni e giorni di sforamento. Sostiene Giovanni Struzzola, direttore dell’Unione Commercianti: “L’inquinamento è legato soprattutto al passaggio dell’autostrada, non alle auto dei piacentini che vogliono fare acquisti in centro la domenica prima di Natale. Con il blocco delle auto si penalizzano solo i negozianti, già provati dalla crisi. L’azione di sensibilizzazione contro l’uso eccessivo delle auto – continua Struzzola – andava fatta in un altro momento”.
Di tutt’altro parere Laura Chiappa di Legambiente: “Il problema è grave, il blocco del traffico è indispensabile. Piuttosto, vista l’emergenza, si consenta ai cittadini di viaggiare gratuitamente su bus e corriere finché l’allarme non sarà rientrato”.
Anche il direttore di Arpa Piacenza, Giuseppe Biasini, conferma: “L’aria è pessima, anche se qualche anno fa la situazione era perfino peggiore. Qualcosa è stato fatto, in termini di emissioni delle auto e di limiti industriali, ma non abbastanza. Servirebbero misure di portata regionale, nazionale. La pianura padana, purtroppo, sconta una situazione problematica da non sottovalutare. La pioggia. Servirebbe la pioggia”.
Ma per molti, tra i quali la consigliera dei 5 Stelle Mirta Quagliaroli, sul banco degli imputati siede anche l’inceneritore. E l’ipotesi di un nuovo polo logistico – sempre per i pentastellati – costituirebbe un grave errore anche nell’ambito di una situazione di inquinamento già critica. Di sicuro, fin d’ora, c’è che la questione ambientale sarà al centro della imminente campagna elettorale di primavera. Inevitabilmente.




