
La Strada del Po e dei sapori della Bassa Piacentina è ripartita dalla “Borsa del turismo fluviale e del Po” verso l’internazionalizzazione
CAORSO – L’undicesima edizione della Borsa del turismo fluviale e del Po si è conclusa in forma diversa e originale: è stato un workshop virtuale per la prima volta completamente online in collegamento dalla Osteria e Agriturismo La finestra sul Po di San Nazzaro. Ha visto la partecipazione di una quindicina di buyer e tour operator di Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Olanda, Irlanda, Regno Unito, Scandinavia, Spagna, Svizzera e Russia, specializzati nella commercializzazione, tramite i propri cataloghi e portali turistici, di vacanze “slow” declinate sul tema del “cicloturismo”, “enogastronomia”, “natura”, tradizioni e cultura nei territori bagnati dal fiume Po.
Andrea Burgazzi, presidente della Strada del Po e dei sapori della Bassa Piacentina, ne sottolinea il successo con soddisfazione: “La modalità completamente on line è stata una sfida alla quale abbiamo risposto con grande impegno assieme a Confesercenti adeguandoci alla straordinarietà della formula. E’ stato un segnale di fiducia e ottimismo al quale abbiamo contribuito, a differenza delle altre province, arricchendo il workshop con uno show cooking virtuale di cui sono stati protagonisti le tipicità della Bassa Piacentina: il Cacio del Po e il Grana Padano dei fratelli Palormi; la coppa, la pancetta e il salame del Salumificio Val Ongina, la giardiniera e i succhi di Cascina Pizzavacca, accompagnando il tutto con i vini dei Colli Piacentini”.
Presidente, alla Borsa del turismo fluviale è mancato forse l’argomento navigazione. Non avete avvertito la presenza del fantasma della Calpurnia?
“Il fantasma non c’era, però devo ammettere che la rinuncia alla Calpurnia non è stata indolore. L’uscita dalla Strada del Po dell’Amministrazione provinciale ha innescato un processo di smobilitazione che si poteva evitare tenendo conto che non abbiamo un punto di navigazione al di qua della Conca. Avrebbe continuato ad essere una importante attrazione per i turisti. Pensi che la Calpurnia ha smesso di navigare aveva in portafoglio un mese di prenotazioni. Del resto il nostro tratto di Po non è paragonabile a quello di Cremona. Lo spettacolo che si gode dal Chiavenna all’uscita nella conca e poi l’Isola De Pinedo dove con un po’ di fortuna si può vedere qualche airone è sicuramente occasione negata ai turisti. Non voglio ricordare vecchie polemiche, sarebbero inutili”.
D’accordo no polemiche: provi a considerare le prospettive della Strada …
“Farei un passo indietro per chiarire meglio la nostra evoluzione e provare poi ad immaginare un futuro.
Le “Strade” – in regione sono 34, operative solo una decina – nascono da un progetto regionale finanziato annualmente,
ora venuto meno. Nella prima fase abbiamo prodotto un grande sforzo comunicativo: ricordo, una per tutte, l’iniziativa “A cena nel parco con le eccellenze verdiane” svoltasi nel Parco di Palazzo Barattieri di San Pietro in Cerro. Protagonisti delle serate i fantastici cuochi Filippo Chiappini Dattilo, Isa Mazzocchi (Ristorante La Palta), Claudia ed Emanuela Cattivelli (Antica Trattoria Cattivelli) e Patrizia Dadomo (La Fiaschetteria). I numerosi giornalisti e tour operator intervenuti hanno contribuito al largo successo mediatico a favore della Strada del Po.
Successivamente il nostro sforzo è stato indirizzato verso la promozione delle tipicità favorendo il consolidamento dei produttori, dei ristoratori e la scoperta dei nostri luoghi dell’arte e della cultura come Villa Verdi e il castello di San Pietro in Cerro. Attraverso la partecipazione ad eventi fieristici: per esempio, lo scorso anno, a Piacenza Expo abbiamo sommato 23 giorni di presenza con i nostri prodotti. E poi tre giorni a Verona per Fieracavalli.
I risultati del nostro impegno non sono tardati a manifestarsi contribuendo ad alimentare una maggiore consapevolezza indispensabile per realizzare nuovi progetti…”
Motonave no, bicicletta si. Anche dagli argini il Po è uno spettacolo
“Certamente, in bici si può arrivare fino al Delta. Il tratto di ciclabile che ci compete è ben tenuto e molto frequentato, soprattutto nel fine settimana. La nostra attenzione è massima tant’è che lo abbiamo reso cardio-protetto con l’installazione di alcuni defibrillatori lungo il percorso”.
Presidente, provi a declinare la Strada del Po al futuro, cosa bolle in pentola per restare in tema di sapori?
“La Borsa del turismo fluviale e del Po evidentemente è stata una ripartenza. Abbiamo dimostrato di essere pronti e motivati nonostante la situazione sia ancora molto incerta.
La scorsa primavera avremmo dovuto organizzare un evento in partnership con Eataly, il progetto è rimasto sospeso a causa del lockdown. L’opzione però rimane.
Aver formato una associazione delle Strade turistiche dell’Emilia Romagna con sede all’interno del parco del cibo italiano FICO sicuramente svilupperà sinergie interessanti.
Un’altra sinergia su cui contiamo per affrontare le sfide post Covid è sicuramente quella con il Consorzio Piacenza Alimentare guidato da Emanuele Pisaroni nostro socio della Strada del Po con la sua azienda Cascina Pizzavacca. Soprattutto per quanto riguarda l’internazionalizzazione della nostra proposta turistica fluviale”.




