
La tornata amministrativa del 26 maggio (un election day, poiché si è votato anche rinnovo del Parlamento europeo) consegna alle cronache un dato un po’ schizofrenico con “soli” 16 paesi su 30 vinti da coalizioni di centrodestra nonostante il voto europeo alla Lega abbia prevalso quasi un po’ ovunque. L’onda verde leghista è stata arginata, infatti, a livello locale da forze di centrosinistra che hanno prevalso in comuni – come a Gragnano, Podenzano e Pontenure – in cui la Lega è andata oltre il 50% nella consultazione europea. A conferma del fatto che sul territorio contino le persone più che i simboli di partito.
In cinque comuni della provincia si è verificato un ribaltone: a Gossolengo, Pontedellolio e Vigolzone sindaci del centrosinistra hanno ceduto il passo a candidati del centrodestra mentre a Lugagnano e Sarmato a esponenti di centrodestra sono subentrati sindaci di centrosinistra. Da rilevare che quasi tutte le liste riconducibili all’area di centrosinistra si sono presentate senza simboli di partito. Non a caso ormai si parla di civismo, con liste che sono espressione della missione amministrativa locale: azioni e progetti concreti per la comunità, con risalto dato ai candidati e alle dinamiche locali. A farla da padrone sono state dunque le civiche d’area, liste la cui appartenenza alla destra o alla sinistra è affidata alla conoscenza diretta degli aspiranti sindaci e consiglieri (siamo d’altronde in paesi in cui ci si conosce direttamente).
Altro dato da evidenziare quello dei comuni con una sola lista in corsa. Si pensi a centri importanti come Alseno e San Giorgio, con un solo candidato alla carica di primo cittadino che è stato poi ratificato. Si pensì, altresì, ai numerosi comuni che solo all’ultimo momento sono riusciti, con affanno, a mettere in piedi una seconda lista “civetta” per fugare l’unico rischio insito nel correre da soli: il mancato raggiungimento del quorum, scongiurato dalla presenza di un competitor ancorché finto. E’ stato il caso di Bobbio, Zerba, Cerignale e Ottone. In pratica, in alta Val Trebbia la vera campagna elettorale dei candidati sindaci è consistita nella ricerca di un buon amico disposto a candidarsi “contro”.
Sul sito della prefettura di Piacenza tutti i dati sull’affluenza e i risultati
Amministrative, il commento del Pd
“Bilancio complessivamente positivo per le elezioni amministrative con l’affermazione di molti Sindaci che, pur senza un riferimento diretto al Pd e in un quadro di liste civiche hanno trovato ampio riscontro nell’elettorato anche in controtendenza con il voto europeo premiando valori e programmi riformisti. Ci congratuliamo con tutti gli eletti e in particolare con i Sindaci confermati di Gragnano, Podenzano, Rivergaro, Travo, Pontenure, Vernasca, Cerignale e Piozzano e i nuovi Sindaci di Sarmato, Calendasco, Lugagnano, Zerba, Corte Brugnatella e Farini. Siamo invece dispiaciuti per i risultati che hanno dato il successo ai candidati di centro destra di Gossolengo, Vigolzone e Ponte dell’olio nonostante gli indubbi meriti delle amministrazioni uscenti senza dimenticare i generosi tentativi di costruire alternative alle amministrazioni uscenti di Castel san Giovanni, Caorso, Ziano e San Pietro in Cerro”.




